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USMAN, DALLA SIERRA LEONE: CONTRO ATROCITÀ E SCHIAVITÙ, CON IL SOGNO DI DIVENTARE SEO

Simone Rocchi

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Usman Sow è nato nel 1996 in Sierra Leone ed è arrivato in riva all’Oglio ormai due anni fa, grazie alla collaborazione tra la Cooperativa Un Sole Per Tutti e il Comune di Palazzolo, nell’ambito del sistema di protezione internazionale.

Il suo viaggio è però iniziato molto prima e precisamente nel 2016, dalla città di Koidu: qui Usman collabora con l’associazione Koidu Youth Commitee nella riparazione di strade e infrastrutture danneggiate dalle compagnie minerarie, straniere e alla spasmodica ricerca della risorsa principale del Paese: i diamanti. Qualcosa, tuttavia, va storto: durante una manifestazione, Usman, già volontario per l’emergenza Ebola tra il 2014 e il 2016, viene fermato e tenuto in prigione per due giorni.

LA TERRIBILE PRIGIONIA E LA SCHIAVITÙ

Riesce a scappare, raggiungendo il padre in Guinea, stato di origine della famiglia: «Siamo di etnia Peul, molto diffusa nell’Africa Occidentale. Siamo commercianti, abituati a spostarci». I problemi etnici obbligano però Usman a trasferirsi di nuovo, passando per il Mali e arrivando in Libia, dove sarà fatto prigioniero a Shabbat e costretto a lavorare gratis nei campi, in condizioni disumane: «In Libia gli schiavi di colore rappresentano un vero e proprio business: siamo infatti considerati manodopera a bassissimo costo; spesso, poi, veniamo addirittura, obbligati a contattare le famiglie d’origine per chiedere loro di pagare un riscatto».

Il 19 maggio 2017, per fortuna, arriva l’ennesima fuga rocambolesca: Usman riesce finalmente ad imbarcarsi per l’Italia, sbarcando a Taranto dopo tre giorni di ininterrotta navigazione; seguono passaggi di breve durata nei centri di accoglienza di Milano e della provincia di Brescia.

LA RINASCITA IN EUROPA E A PALAZZOLO

La svolta arriva con l’ottenimento dello status di Rifugiato Politico e l’accesso al SIPROINI, il progetto ministeriale della durata di sei o dodici mesi, con il quale il Comune di Palazzolo mette a disposizione 23 posti, di cui 8 dedicati alle donne. Un programma che supporta i migranti e i minori non accompagnati in ambiti come l’alfabetizzazione, il reperimento di un’abitazione o di un lavoro, pilastri fondamentali nell’accompagnamento verso l’autonomia.

Da quel momento per Usman inizia una nuova vita: dai lavori nella vendemmia e in fabbrica passa a frequentare un corso di Social Media Management, «una materia che avrei già voluto studiare in Sierra Leone». La partecipazione gli frutta un tirocinio con Cauto, Cooperativa Sociale leader nella provincia di Brescia nella gestione dei servizi ambientali; un’esperienza lavorativa appena conclusasi che lui stesso definisce «molto interessante, sia per la materia che per l’azienda. Una bella opportunità». E che lo motiva ancora di più: già studente di Web Design e portato a termine il progetto nello scorso mese di agosto, infatti, Usman ha ora creato un proprio sito internet e un canale Youtube personale, grazie al quale condivide contenuti. L’idea è quella di proporsi come SEO per le aziende.

CON LA VOGLIA DI ANDARE SEMPRE AVANTI

Normale quindi cercare di scoprire cosa si aspetti dal futuro un ragazzo così giovane ma con un trascorso già così importante alle spalle: «Ora mi sono trasferito a Mazzano. In italia mi trovo bene, mi sono sentito molto aiutato. Mi piacerebbe diventare un free lance in Italia e aiutare le persone e le aziende a creare il proprio sito internet su misura. Il sogno è far arrivare qui anche la mia famiglia, per metterli al sicuro attraverso il ricongiungimento». Per tutto il resto basta dare un’occhiata a usmansow.com

Laureato in Economia Aziendale all’Università di Bergamo, scrive per passione e collabora con alcune riviste della provincia di Bergamo. Appassionato di sport e storie strane, con il collettivo di scrittori Gli Imbrattatori ha scritto la raccolta di racconti Lo Scirocco Dura Solo Tre Giorni.

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