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BRESCIA CALCIO FEMMINILE: LE ATLETE DELL’OGLIO SI RACCONTANO

Simone Rocchi

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Angela Locatelli di Villongo, Asia Algisi di Credaro e Elena Bonussi di Paratico sono tre straordinarie stelle del calcio italiano e specificatamente del Brescia Calcio Femminile. Ecco con le loro parole come raccontano della loro carriera e dei loro obiettivi.

ANGELA LOCATELLI, DIFENSORE «ALLA BONUCCI»

«Mi piace l’idea che la squadra sia una seconda famiglia, è un concetto che cerco sempre di trasmettere alle più giovani». A parlare così è Angela Locatelli, difensore centrale «alla Bonucci» classe ’88 del Brescia Calcio Femminile e tra le giocatrici più esperte della squadra; nata a Sarnico ma residente da sempre a Villongo, Angela è infatti approdata nelle rondinelle dopo dieci stagioni al Mozzanica e due all’Inter. Anni nei quali ha assaporato la Serie A, categoria nella quale non esclude di poter tornare: «Ho scelto di avvicinarmi a casa anche per motivi lavorativi. Ma non nascondo che l’obiettivo è quello di riportare il Brescia Femminile nella categoria che merita».

E il primo passo è sicuramente stato il ripescaggio in B, avvenuto comunque dopo un campionato di Serie C che ha visto la squadra protagonista. Un ottimismo, quello di Angela, che pare confermato dai risultati attuali e nasce da considerazioni che esulano dal mero aspetto tecnico: «Siamo un gruppo molto affiatato, abbiamo legato tanto. Me ne sono accorta durante il mese di difficoltà che abbiamo avuto durante lo scorso campionato, durante il quale non riuscivamo a conquistare tanti punti: non ci siamo disunite ed abbiamo continuato a lavorare bene».
Tutto questo unito all’organizzazione societaria, che lei stessa reputa di primo livello: «Anche questa è una delle cose che ripeto più spesso alle ragazze più giovani: io ho girato tanto e posso garantire che siamo fortunate. Anche in Serie A è difficile trovare società così organizzate e serie».

ANGELA LOCATELLI (PHOTOCREDIT: Foto Paletti)

Naturale, dunque, chiedere proprio a lei, che si è recata per ben tre volte in Francia per seguire la Nazionale ed alcune ex compagne durante la rassegna iridata del 2019, un commento sulla situazione complessiva del calcio femminile: «C’è stata una buona pubblicità, ma manca ancora qualcosa per arrivare ai livelli degli altri Paesi». Una ricetta? «Personalmente ritengo che il passo fondamentale vada fatto a livello scolastico: quando ho iniziato a giocare non c’erano soluzioni diverse rispetto alla squadra a 7 del paese. Ora invece ci sono centri di formazione come quello di Sarnico: puoi iniziare a provare giocando con altre bambine, hai un’esperienza e un approccio diverso, sei meno spaventata e più invogliata a provare. Serve continuare in questa direzione».
Una riflessione profonda, che nasconde, magari, il desiderio di essere un futuro allenatore? «Un giorno mi piacerebbe allenare, dare il mio contributo. Ma finché il fisico me lo consente non mollo di un centimetro: per me giocare è fondamentale».

ASIA ALGISI, ESTERNO OFFENSIVO A SUPPORTARE LE COMPAGNE

Classe 2002 di Credaro, Asia Algisi va indiscutibilmente considerata un vero e proprio prodotto del vivaio visto che ha iniziato ad indossare la maglia del Brescia Calcio Femminile undici anni fa, prelevata direttamente dalla squadra del suo paese. Centravanti di manovra, nasce però come esterno offensivo: «Dopo pochi mesi dall’inizio dello scorso campionato, il mister mi ha convocata e mi ha detto di vedermi meglio in quel ruolo. Del resto, mi sento più portata a fare sponde e a far segnare le compagne».

Un goal in stagione, però, è comunque arrivato. E per Asia ha rappresentato una delle maggiori soddisfazioni sportive: «Era il mio primo goal e sono corsa subito ad abbracciare le ragazze in panchina, lo avevo promesso. Ero felicissima». Una gioia incontenibile, da condividere però con l’intera squadra, un gruppo di ragazze cui Asia è molto legata: «In passato ho ricevuto un paio di offerte, tra cui quella del Verona, ma ho scelto di restare al Brescia, perché qui mi sento parte di un bellissimo gruppo, in cui le compagne più esperte ci danno un sacco di consigli: avevo la possibilità di andare in squadre che mi avrebbero probabilmente dato più spazio, ma l’ho anche vissuta come una sfida».

ASIA ALGISI (PHOTOCREDIT: Foto Zanardelli)

Tifosa dell’Atalanta, che segue anche di persona allo stadio non appena possibile, in campo si ispira ad un grande campione che veste, però, la maglia del Milan: «Seguo Zlatan Ibrahimovic fin da piccola, da quando ho letto il libro sulla sua vita: adoro i suoi gesti tecnici e le sue acrobazie, prese dal taekwondo».
Vista la giovane età di Asia, unita ad un carattere solare e spensierato, è normale dunque chiudere la chiacchierata chiedendole cosa sogni per il proprio futuro: «Il mio sogno è quello di fare la maestra d’asilo. Tornando al calcio, però, avete presente quando prima vi ho parlato della felicità per il mio primo gola? Ecco, io spero che la squadra, a fine stagione, mi regali una gioia ancora più grande».

ELENA BELUSSI, TERZINO CON «LICENZA DI OFFENDERE»

Elena Belussi classe 2001 da Paratico, nasce calcisticamente come difensore centrale per poi diventare un terzino con licenza di offendere. Attualmente passata in prestito al Cortefranca; si considera un po’ l’anima socievole della squadra: «Sì, diciamo che ho un carattere molto estroverso: mi piace conoscere gente nuova e fare nuove esperienze e questo mio modo di essere si riflette anche nello spogliatoio», il luogo per eccellenza dove si crea lo spirito di squadra.

La passione di Elena per il calcio è iniziata da bambina: «Ho fatto anche altri sport, come karate, tennis e nuoto, ma ho comunque sempre giocato a calcio: all’oratorio, durante la ricreazione o dove capitava». Poi, però, la scelta definitiva: «In quarta elementare ho fatto un allenamento di prova con la squadra di Paratico e mi sono innamorata subito, sia del gioco che del contesto». Un anno ancora nella squadra, mista, del paese e poi via, direzione Brescia Calcio, dove disputa le categorie Pulcine ed Esordienti prima di approdare al Mozzanica, dove resterà fino alla Primavera, prima di tornare alle Leonesse, che considera casa sua. E nella stagione 2019/20, con all’attivo anche una convocazione nella Rappresentativa Regionale, il primo anno in Serie C, culminato con il ripescaggio in Serie B.

ELENA BELUSSI (PHOCREDIT: Foto Zanardelli)

Naturale quindi chiedere proprio a lei, che pare trasudare ottimismo da ogni poro, se ci abbia sempre creduto, anche in quei momenti in cui classifica e morale non erano così buoni: «Sì, anche quando eravamo a 8 punti dalla capolista. Perché fin dai miei primi allenamenti ho visto una grande squadra, con la voglia di migliorare e creare rapporti umani».
Due parole, infine, vista la giovane età e l’etichetta di ottimo prospetto, sul proprio futuro: «Non nego che, come tutte, sarebbe bello trasformare la mia passione in un lavoro, con il sogno della Serie A e della Nazionale».

Laureato in Economia Aziendale all’Università di Bergamo, scrive per passione e collabora con alcune riviste della provincia di Bergamo. Appassionato di sport e storie strane, con il collettivo di scrittori Gli Imbrattatori ha scritto la raccolta di racconti Lo Scirocco Dura Solo Tre Giorni.

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