Seguici su

In Primo Piano

RINASCERE COME UN FIORE GRAZIE ALLO SPORT: VERONICA SI RACCONTA IN UN ROMANZO EDITO DA MONDADORI

Luca Bordoni

Pubblicato

il

«Il mio collo lungo, la sagoma del viso. Da sotto il naso a sinistra si allarga una cicatrice fresca che spunta sulla guancia e torna a nascondersi, poi cola giù dalle spalle e dalle cosce fino alle estremità fasciate. Conosco già il paesaggio irregolare della mia pelle. Solo adesso che me lo vedo addosso mi rendo conto che è mio, sono io».

Comincia con queste emozionanti parole Fiori affamati di vita, il romanzo che racchiude l’esperienza straordinaria dell’adolescenza della palazzolese Veronica Yoko Plebani, che in soli 24 anni ha già vissuto due vite: una prima della meningite che l’ha colpita a quindici anni e che le ha lasciato i segni sul corpo e sul viso, e una dopo quel 2011, quando grazie allo sport è rinata. Prima con la canoa e poi, poi con lo snowboard, e ora con il triathlon, disciplina che la vedrà protagonista alle prossime Paralimpiadi di Tokyo alla fine di agosto. Uno sport che racchiude più abilità e che quindi comporta un impegno ancor maggiore. Ma per un’atleta che ha già partecipato sia ai Giochi Invernali di Sochi nel 2014 (nello snowboard) e alle Olimpiadi di Rio de Janerio nel 2016 (nel kayak), non c’è nessuna sfida che non possa essere vinta.

Da dove è nata l’idea di questo libro?

Un anno e mezzo fa sono stata contattata dalla Mondadori che mi ha chiesto di scrivere un libro sulla mia storia. Non nascondo che avevo già avuto proposte di questo tipo, ma avevo sempre declinato perché non mi interessava scrivere una mia autobiografia. L’idea stavolta era però diversa: avrei scritto un romanzo partendo dalla mia esperienza reale. Così, ho preso la palla al balzo e ho coinvolto la mia amica Francesca Lorusso, con la quale da anni avevo fatto la promesso di scrivere un libro. Romanzare la mia esperienza dai 14 ai 19 anni è stato bellissimo, anche divertente. In questo modo sono riuscita a rielaborare le mie emozioni, le relazioni, le amicizie, la vita a 360 gradi.

Il titolo del libro è già evocativo…

Eh, sì. Raccontando quegli anni non ho potuto non fare il punto sulla mia vita di oggi, cercando un filo conduttore che sintetizzasse il mio percorso. Vorrei che tutti fossimo sempre dei fiori affamati di vita, come se fossimo sempre in grado di cambiare, di trovare nuove sfide, nuove esperienze. Del resto, la primavera torna ogni anno e dobbiamo sempre avere il tempo per trovare i nostri spazi, cercando sempre di rifiorire.

Il libro è uscito nelle principali librerie sul finire dell’autunno. Quali feedback hai già ottenuto?

Agli amici e ai conoscenti che l’hanno letto è piaciuto molto. Alcuni di essi si sono anche riconosciuti in alcuni personaggi del romanzo. Del resto, sono quasi tutti modellati su persone reali, ma non per forza con una corrispondenza univoca: in alcuni personaggi ho inserito tratti di diverse persone che ho incontrato durante il mio percorso.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi sportivi?

Diciamo che l’anno scorso è stato davvero terribile. Tanti progetti, tanta preparazione e poi la doccia gelata del rinvio delle Olimpiadi. Di fatto, non si poteva fare altro in questo periodo così difficile. Speriamo però che quest’anno vengano confermate le gare e che quindi l’impegno che ci sto mettendo ora possa essere fatto fruttare. L’obiettivo è Tokyo, non posso negarlo.

Giornalista pubblicista, classe 1986, nato a Palazzolo sull’Oglio dove risiede da sempre. Laureato magistrale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, lavora come corrispondente per un importante quotidiano locale.
Appassionato di cinema, di storia, lingue straniere e geopolitica.

Continua a leggere