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ALBERTO, DAL CAMPETTO DI GRUMELLO AL CALCIO PROFESSIONISTICO

Gianluca Suardi

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Chi da bambino, giocando al pallone nel cortile di casa, non ha mai fantasticato di diventare un calciatore professionista e giocare con i propri beniamini?
C’è un giovane e talentuoso grumellese che sta tramutando questo sogno d’infanzia in una splendida realtà. Il suo nome è Alberto Alari, ha 21 anni e – dopo aver militato per lungo tempo nelle giovanili dell’Atalanta – ora è titolare fisso nel Ravenna Football Club, nel campionato nazionale di Serie C.

DUE CALCI AL PALLONE

Alberto, come tantissimi suoi coetanei, ha iniziato a tirare i primi calci al pallone all’età di 5 anni sul campo in terra battuta dell’Oratorio di Grumello del Monte, giocando con la squadra di calcio a 7. «Ho cominciato perché c’erano anche i miei amici – racconta -. Di quel periodo (prima che quel campo venisse rifatto in erba sintetica) ricordo le scarpe e i vestiti sempre sporchi di fango e le ginocchia perennemente sbucciate».

Quando compie 10 anni Alberto va a giocare nelle giovanili della Grumellese, la squadra della Città del Vino, e vi rimane per due anni. «Lì il livello era molto più alto – spiega il calciatore classe 1999 -. Infatti, il primo anno giocavo solamente il terzo tempo, quello delle riserve. Il secondo anno sono cresciuto molto, sia fisicamente che calcisticamente. Sono riuscito a esprimermi di più e giocavo tutti e tre i tempi. Per questo devo ringraziare l’allenatore Lorenzo Gusmini che mi ha sempre spronato a migliorare e mi ha fatto fare un cambiamento molto importante».

LA CHIAMATA DELLA DEA

Nel gennaio del 2011 arriva la chiamata della Dea, l’Atalanta: uno dei vivai più importanti di tutto il panorama calcistico italiano. Qui avviene il suo definitivo spostamento dal centrocampo, dove aveva sempre giocato finora, al centro della difesa, data la sua grande altezza e struttura fisica. «All’Atalanta ho avuto la fortuna di trovare fin da subito allenatori che non mi hanno quasi mai lasciato in panchina – confessa -. Ho sempre avuto mister spettacolari che mi hanno formato tantissimo e mi hanno insegnato tutto sul gioco del calcio».

Tanti sono i campioni di cui il talento bergamasco è stato compagno di squadra nell’Atalanta, tra questi lo svedese Kulusevski, ora in forza alla Juventus, e il gambiano Musa Barrow, ora attaccante del Bologna. Per sette lunghi anni, sempre nelle fila della Dea, Alberto ha fatto coppia fissa in difesa con Alessandro Bastoni, suo grande amico, che ora è difensore titolare dell’Inter e della Nazionale italiana. Ed è nel momento in cui, sempre con la maglia neroblu, approda nel Campionato Nazionale Primavera, che Alberto capisce che quella che fino ad ora era stata una bellissima passione, sarebbe potuta diventare la sua professione, coronando così il suo grande sogno. «Quando arrivi al punto di giocare con e contro i migliori giovani di tutta la Nazione capisci che può diventare realtà – racconta il giovane grumellese -. La certezza però non l’hai mai, può succedere di tutto in qualsiasi momento, bisogna sempre farsi trovare pronti e preparati ad ogni evenienza».

Anche Alberto ha avuto l’onore di vestire la maglia della Nazionale in diverse occasioni. La prima volta è stata per uno stage degli Under 15 a Coverciano. Poi ha fatto registrare delle presenze in partite ufficiali con le selezioni Under 18, 19 e 20. Giocando al fianco di campioni del calibro di Zaniolo, Pinamonti e Tonali. «Indossare la maglia azzurra è davvero un’emozione indescrivibile: sembrano frasi fatte ma è davvero così. Ti trovi immerso in un contesto stimolante dove puoi confrontarti con realtà straniere e giocatori di livello internazionale. Spero davvero di poterci tornare un giorno».

L’APPRODO AL PROFESSIONISMO

Dopo il bellissimo periodo con l’Atalanta, che tutt’ora è proprietaria del suo cartellino, Alberto ha passato due stagioni in giro per l’Italia a fare esperienza nel campionato di Serie C. Prima in Toscana con la Carrarese e poi in Alto Adige con il Sud Tirol. Se con la squadra di Carrara ha avuto un impatto abbastanza particolare, perchè al primo anno fuori casa e a contatto col ruvido e combattivo calcio professionistico, con la formazione altoatesina ha trovato maggiore consapevolezza nelle sue qualità. «Seppur giocando poco, nel Sud Tirol sentivo di far parte di una società sportiva molto importante, con un gruppo molto affiatato guidato dal mister Stefano Vecchi (ex allenatore della primavera dell’Inter, ndr) in un centro sportivo veramente fantastico».

Ed è con l’inizio di questa stagione che Alberto arriva, sempre con la formula del prestito, nel Ravenna Football Club e fin da subito si guadagna la fiducia della società e comincia a essere titolare fisso al centro della difesa. «Quella di venire a Ravenna e di restare in Serie C è stata una mia scelta tra varie opzioni e sono felicissimo di averla fatta. Mi sto trovando benissimo sotto tutti i punti di vista: la società è seria, i compagni di squadra sono fantastici e anche i tifosi riescono a far sentire il loro calore anche se, purtroppo, non possono venire allo stadio per via della pandemia».

IL SOGNO DEL SALTO

Tanti sono gli obiettivi che un’atleta giovane e ambizioso come Alberto pone davanti a sé. Quello per questa stagione è sicuramente il mantenimento della categoria. «Sarà una bella lotta perché quest’anno la Serie C è veramente competitiva, dobbiamo affrontare squadre forti e blasonate come Modena, Triestina, Perugia e Padova. Non sarà affatto facile ma ce la metteremo tutta».
L’obiettivo più a lungo termine invece è quello di migliorare e migliorarsi. «Mi piacerebbe molto fare il salto di categoria nei prossimi anni, passare in Serie B o magari anche in Serie A, e restarci per lungo tempo, non voglio che sia solo una comparsata».

Alla luce della sua esperienza, che consigli darebbe il centralone di Grumello a un bambino che vorrebbe diventare un campione del pallone? «Innanzitutto quella di giocare a mente libera, divertendosi, senza guardare troppo al risultato o alle critiche sterili degli altri. Poi ovviamente bisogna mettercela tutta, impegnarsi sempre al massimo e allenarsi con serietà. Io ho avuto la fortuna di conoscere gente da tutta Italia, ho fatto amicizie che prima credevo impossibili e mi sono tolte parecchie soddisfazioni personali».

Giornalista pubblicista classe 1986, originario di Palazzolo sull’Oglio.
Laureato in Comunicazione di Massa e Nuovi Media all’Università di Bergamo. Per anni ha scritto della Franciacorta e della Valle dell’Oglio per un settimanale della provincia di Brescia. Appassionato di ciclismo, viaggi e fotografia.

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