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L’IMPONENZA DELLA CHIESA DI SAN VITTORE: LA PIÙ GRANDE DELLA BASSA BERGAMASCA, DALLA CENTENARIA GESTAZIONE

Roberta Lilliu

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Da qualsiasi parte si arrivi a Calcio, il primo edificio che attira l’attenzione del visitatore o di colui che transita per il piccolo paese è l’imponente chiesa parrocchiale dedicata a San Vittore

L’interno della Cupola

Si tratta di un edificio recente, che andava a sostituire l’antica Pieve di San Vittore, edificata in epoca altomedievale in prossimità del Castello dei signori di Calcio, vicino a un’importante via di comunicazione di origine romana che collegava Milano a Brescia. È forse per questo motivo che la Pieve – da cui dipendeva dal punto di vista religioso tutta la Calciana – venne dedicata al santo milanese ed è sempre a quest’ultimo che la chiesa parrocchiale è stata dedicata.

UNA POPOLAZIONE IN CRESCITA

Come spesso succede, la vecchia fabbrica, oggi conosciuta come Chiesa Vecchia, era insalubre e troppo piccola per contenere la popolazione di Calcio in crescita; si rese necessaria la costruzione di un nuovo edificio e – dopo la donazione di un terreno denominato Brama, di proprietà del conte Marco Secco d’Aragona – nel 1762 si posò la prima pietra del cantiere. Si è trattato di un avvenimento così importante per la comunità che per l’occasione è stato stilato un documento da cui si evince il nome del primo architetto, don Antonio Marchetti. Ma questi non è stato il solo ad aver messo mano al progetto: infatti, nei diversi anni di costruzione della chiesa (che ha subìto anche degli stop per mancanza di fondi), si sono susseguiti sul cantiere Faustino Rodi da Cremona, Giacomo Bianconi da Bergamo e Carlo Maciachini da Milano. Colui che nel 1873 prese l’incarico e terminò l’edificio, consacrato nella sua totalità il 29 ottobre 1880.

MAXI OPERA

Le dimensioni della chiesa di San Vittore sono enormi: infatti, si tratta dell’edificio più imponente della Bassa bergamasca. La facciata fu disegnata dal Maciachini e nella parte inferiore è possibile osservare un alto zoccolo sul quale sono appoggiate quattro lesene con capitelli corinzi. Tra queste ci sono quattro specchiature rettangolari, anche se nel primitivo disegno di Maciachini erano state previste delle nicchie, che i fabbricieri della parrocchiale non hanno gradito. Nella parte superiore si ritrovano le quattro lesene, più vicine fra loro, che reggono un cornicione molto sporgente ed un fregio a dadi, su cui poggia un timpano di gusto neoclassico. Le statue della facciata rappresentano la Madonna Assunta, San Gottardo, San Giuseppe, San Vittore e il Beato Vincenzo Grossi.

L’interno presenta un’unica navata con tre cappelle per lato. Alcune di esse conservano dipinti provenienti sia dalla Chiesa Vecchia che da edifici demoliti, come l’Ultima Cena di Aurelio Gatti, oggi nella cappella del Sacro Cuore. Gli affreschi che si possono osservare nella cappella del Battistero – nei pennacchi che sorreggono la cupola e nel catino absidale – sono opera di Umberto Marigliani, realizzati nel 1934, e l’affresco che si trova dietro l’altare maggiore venne dipinto da Giacomo Campi nel 1906. L’altare maggiore, consacrato nel 1947, venne realizzato dallo scultore cremonese Pietro Ferraroni, mentre la mensa posta davanti a questo è stata realizzata dal calcense Amedeo Togni ed è stata consacrata nel 2007.

GLOSSARIO

Zoccolo: detto anche basamento, è un elemento del piedistallo. Nello specifico è la parte più bassa di quest’ultimo, a contatto con la pavimentazione.

Lesene: elemento decorativo addossato alla parete composto da capitello, fusto appena sporgente e base. Non ha funzione portante.

Fregio: decorazione.

Pennacchio: elemento di raccordo fra l’imposta della cupola e la struttura sottostante.

Capitello corinzio: capitello decorato con foglie d’acanto.

Arrivata a Bergamo all’età di quattro anni, ama definirsi “sardorobica”, perché non può fare a meno né del Campidano, né della Bassa. Laureata in Storia dell’arte alla Statale di Milano, si occupa di divulgazione storico-artistica e continua a studiare arte locale, pubblicando le sue conclusioni sul suo blog vademecumturistacasuale.altervista.org/blog/

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