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Cultura e Spettacoli

MUSICISTA, FONICO, DJ: LE TANTE ANIME MUSICALI DI BROWN BARCELLA

Simone Rocchi

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Bruno Brown Barcella è nato a Sarnico nel 1989 e più lo si ascolta parlare e più si ha l’impressione che da lì, a metà strada tra lago e fiume, si sia mosso solo per andare a cercare differenti sfumature che riguardano tutte, però, la sua grande passione: la musica.

MUSICA, FAMIGLIA, GAVETTA

Un attaccamento precoce e sviluppatosi anche grazie all’influenza del fratello Franz (Barcella, di cui abbiamo parlato nel numero di aprile 2019, Ndr) e che lo porta da adolescente a studiare batteria e a fondare, con altri ragazzi di Sarnico, gli Snazzy Boys: una punk band «che si rifà alle band del ’77/78 inglese». Inizia allora un periodo fatto di concerti, al quale segue l’ingresso nei Miss Chain & The Broken Hells, con i quali ha all’attivo due dischi e con cui tra il 2008 e il 2015 sbarca anche negli Stati Uniti, dove la band prende parte anche al tour di Nikki Corvette.

Ma una voce, nella testa di Bruno, ha già iniziato a bisbigliare, suggerendogli la possibilità di passare dall’altra parte dello specchio. O, come dice lui stesso, «dall’altra parte della barricata». E così una volta terminate le superiori, Bruno si iscrive ad un corso per fonici a Milano, per poi iniziare a collaborare con il Tup Studio di Brescia, del quale dal 2011 è socio. «Lavorare in studio e produrre dischi è la mia vera passione, un lavoro che puoi fare solo se è la tua vita; basti pensare al fatto che un tecnico, magari, se ne sta ore ed ore ad ascoltare una singola sezione di brano e a chiedersi come fare per migliorarlo».

PRODUCER E DJ

Un lavoro minuzioso e che, ad eccezione della fase di registrazione con le band, appare anche per lunghi tratti solitario. E che Bruno mescola saggiamente con quello di DJ, grazie al quale compare sulle locandine di tanti locali, della Valle dell’Oglio ma non solo. Sempre accompagnato da quel soprannome, Brown, sul quale gli scappa una frase, a metà tra la battuta e la precisazione: «Si tratta solo di qualcosa che è rimasto dai tempi della scuola, probabilmente perché l’inglese faceva più figo. Niente a che vedere con Brown sugar dei Rolling Stones».


Anni di selezione musicale e supporto fonico in tutti i locali più noti tra i giovani: dal Belleville di Paratico alla Base di Palazzolo, fino alla Latteria Molloy di Brescia o al Punk Rock Raduno organizzato dall’Edoné di Bergamo. «Sfrutto la mia predilezione per i vinili per fare selezione musicale e creare playlist attente e mirate, in base al contesto».

PASSIONE DELLA VITA

Un coinvolgimento, quello nel mondo della musica, che si può indubbiamente definire totale e che, per sua stessa ammissione, appare incrollabile. «A 20 anni, quando sono entrato in questo mondo, ero certo che prima o poi avrei dovuto trovarmi un lavoro vero. Adesso, invece, non riesco a pensare di poter fare altro per vivere: credo dipenda molto dal fatto che ogni giorno trovo nuove idee e possibilità». Tutto questo, tra l’altro, con il piccolo grande sogno nel cassetto «di uno studio in riva al lago, dove accogliere le band per qualche giorno, in un contesto più intimo e rilassato».

Laureato in Economia Aziendale all’Università di Bergamo, scrive per passione e collabora con alcune riviste della provincia di Bergamo. Appassionato di sport e storie strane, con il collettivo di scrittori Gli Imbrattatori ha scritto la raccolta di racconti Lo Scirocco Dura Solo Tre Giorni.

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