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Storie D'Oglio

DALL’EPOCA VITTORIANA AI VIAGGI NEL TEMPO: ECCO IL GIOCO DA TAVOLO «STEAMCODE»

Luca Bordoni

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L’attenzione verso i cosiddetti giochi da tavolo intelligenti – che in generale si contrappongono a quelli digitali per una maggior manualità e uso dell’intelletto – è cresciuta notevolmente negli ultimi anni in tutta la Valle dell’Oglio. Proprio a Palazzolo è nata già anni fa l’associazione Terre Ludiche, che ogni martedì e giovedì sera in Biblioteca Lanfranchi propone occasioni di gioco, mentre a Orzinuovi, proprio l’anno scorso è nato un gioco tutto orceano e realizzato per la comunità locale di giocatori, chiamato Èn gir dé portèch (di cui abbiamo parlato sul numero di febbraio 2019 della nostra rivista, Ndr). 

Ora, però, c’è un’altra novità. Si chiama Steamcode ed è stata tutta pensata e realizzata tra Brescia e Palazzolo. L’opera del 31enne bresciano Stefano Liseno – due anni di incessante lavoro per l’ideazione di un gioco che fosse di abilità, ma che allo stesso tempo potesse essere adatto a tutti – è stata poi concretizzata grazie al lavoro artistico di Francesca Marini, in arte Aru. La 28enne palazzolese ha infatti realizzato tutte le grafiche e le illustrazioni del gioco: un vero capolavoro che consta di oltre sessanta tra personaggi, ambienti e situazioni.

Steamcode, che attualmente è disponibile solo come prototipo, è stato presentato in anteprima poche settimane fa proprio nel laboratorio dell’artista palazzolese, in via Gorini a Mura. Dalle ambientazioni ai volti (e ai corpi) delle figure create ex novo, tutto lascia intendere che bisogna immergersi nell’epoca vittoriana, tra dandy amici di Oscar Wilde e con l’inventore immaginario Jonathan Steam, che vive grazie ai giocatori e viaggia nel tempo portando con sé tecnologie ben più innovative di quanto la Londra di fine Ottocento potesse lasciare intendere. Lo spirito infatti è profondamente steampunk, ossia quella particolare fantascienza che fonde l’epoca vittoriana con elementi tecnici avanzatissimi e impossibili, per l’appunto funzionanti grazie alle innovazioni dell’Ottocento, come le macchine a vapore (steam) e l’elettricità. 

Le illustrazioni, però, hanno ben poco di tecnologico, poiché è stata fatta una precisa scelta di non utilizzare il digitale. «Ho fatto tutto a mano – ha spiegato Aru –. Ho optato per la tecnica tradizionale proprio per il genere di gioco: i disegni sono ad acquerello con alcuni tratti di china e pastelli, ovvero tecnica mista. È stato un lavoro impegnativo, ma decisamente gratificante. Il gioco non è ancora edito, ma sta girando per l’Italia, testato dagli appassionati. Crediamo che possa essere apprezzato ovunque e che quindi presto, già quest’anno, potremo far partire la campagna di fundraising (cioè di raccolta fondi, Ndr) sul sito Kickstarter». Insomma, tra carte, situazioni e invenzioni, con Steamcode ci si può immergere in un viaggio fantastico e visionario che non potrà non colpire i giocatori e gli appassionati. In attesa che venga realizzato su larga scala e possa magari diventare uno dei più ambiti giochi sui tavoli di tutta Italia. 

Giornalista pubblicista, classe 1986, nato a Palazzolo sull’Oglio dove risiede da sempre. Laureato magistrale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna, lavora come corrispondente per un importante quotidiano locale.
Appassionato di cinema, di storia, lingue straniere e geopolitica.

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