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SIMONA, EX ATTACCANTE DI SERIE A E CT DELLA PRE AGONISTICA DELL’INTER

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«Ho iniziato con la danza classica, ma a scuola o con i miei fratelli giocavo già. Poi a Paratico è nata l’idea di una squadra femminile e così abbiamo esordito nel campionato CSI». Inizia così il racconto di Simona Zani, classe ’73 e nata a Sarnico, attuale Coordinatore Tecnico della sezione Pre Agonistica dell’Inter femminile, per la quale cura le giocatrici dall’Under 9 all’Under 15. Prima, però, un passato da attaccante in Serie A. «Avevo 19 anni ed ho fatto un provino per il Riva del Garda: in serie A ho esordito con loro». E alla società dell’alto Garda è legato uno dei ricordi più belli di Simona come calciatrice: «Giocavamo contro il Torres, che allora era fortissima. Tribuna piena. Io ero in squadra da poco, mi ero guadagnata il posto da titolare anche grazie al caso, l’infortunio di una collega. Pareggiammo grazie ad un mio goal, in una delle rare occasioni in cui i miei genitori erano venuti a vedermi».

In quel periodo Simona inizia a capire che il calcio può essere qualcosa in più di una grande passione. «Un primo cambiamento c’è stato con il passaggio al Foroni Verona, anche se continuavo a lavorare come odontotecnico. Va anche detto che proprio in quegli anni mi sono sposata ed ho fatto due figli. E all’epoca per le calciatrici non c’era la maternità». Un tema delicato quello del trattamento delle atlete, sia dal punto di vista del trattamento economico che di quello delle tutele, anche se qualcosa negli ultimi anni si è mosso. «Siamo indietro soprattutto dal punto di vista delle strutture. E le giocatrici, di fatto, sono ancora dilettanti. Il Mondiale, però, è servito: ha dato visibilità. E credo che il merito vada dato principalmente allo staff, cioè a Milena Bertolini e Attilio Sorbi: Milena è una persona che conosce il calcio, soprattutto femminile, ed ha ricreato in Nazionale le dinamiche positive e vincenti già viste a Brescia».

Proprio Bertolini, l’attuale Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, l’ha chiamata a Reggio Emilia, a fine carriera, trasformandola (anche per l’esperienza) in difensore e condividendo con lei momenti unici, anche quando la forte attaccante paraticese ha deciso di attaccare le scarpette al chiodo e dedicarsi alla carriera di allenatore. «Due i momenti indimenticabili su tutti: il primo scudetto a Brescia, nella stagione 2013 e 2014, e l’approdo ai quarti di finale di Champions League. Lì sono stata davvero catapultata a toccare con mano la dimensione dei professionisti».

Infine una chiusura sulla crescita dell’intero movimento, visto anche il suo ruolo di responsabile, sempre per l’Inter, del Centro Formazione di Sarnico, con quattro squadre di giocatrici nate tra il 2007 e il 2010. «Sono contenta di lavorare per una Società che investe nel calcio femminile. L’impegno di chi fa parte di questo mondo c’è da tempo, ma la strada è sicuramente quella della maggiore visibilità: ora guardi in tv una partita di calcio femminile e vedi che a livello tecnico e tattico non abbiamo niente da invidiare agli uomini: ti appassioni».

NUMERI IN CRESCITA A LIVELLO MONDIALE PER IL CALCIO FEMMINILE, FENOMENO PLANETARIO: LA FIFA INVESTIRÀ UN MILIARDO DI EURO

Sarnico è Centro di Formazione Inter da una decina di anni. Una collaborazione, quella tra Uesse Sarnico 1908 e la società milanese, che ha reso il team sarnicense ulteriormente un riferimento importante nel panorama del calcio giovanile lombardo, anche nell’ottica di uniformare la metodologia di allenamento con quella svolta dal Settore Giovanile della società meneghina, tra le migliori in Italia. La partnership da due stagioni ha incluso anche un progetto dedicato al calcio femminile e ha portato, ad oggi, alla creazione a Sarnico di quattro squadre femminili, per un totale di circa 50 iscritte, con un’età che va dai 9 ai 12 anni. Una realtà locale di grande prestigio che va di pari passo con il grande fervore mondiale.

Infatti, il movimento del calcio femminile è in continua crescita, come racconta Ilaria Pasqui, Head Of Women Football di FC Internazionale Milano. «Per questa stagione calcistica abbiamo circa 200 atlete iscritte, dalla categoria Under 9 fino alla prima squadra, che gioca nel campionato di Serie A. Una situazione che speriamo possa migliorare nel tempo, grazie anche agli investimenti che la FIFA farà sul calcio femminile per il prossimo quadriennio, così come espresso dal presidente Gianni Infantino». Insomma, per Sarnico una forte presenza sul territorio che va ad affiancarsi ad un progetto globale di crescita che, come espresso proprio dal presidente FIFA nel recente intervento al Festival dello Sport di Trento, prevede «investimenti per oltre un miliardo».

Del resto, il successo sotto ogni aspetto del calcio femminile è confermato dai numeri del rapporto del Technical Study Group della stessa FIFA che ha segnalato «un milione di tifosi negli stadi, più di un miliardo da casa». E ancora di più dal sito della UEFA che parla di oltre 30 milioni di calciatrici tesserate sparse per il globo e un numero di leghe giovanili cresciute tra il 2012 e il 2016 da 164 a 266. Numeri più che raddoppiati in quattro anni e che parlano non solo di un’esplosione della passione in campo, ma anche fuori dal rettangolo verde: oltre 33mila allenatori femminili qualificati nelle rispettive federazioni europee, con 9.400 arbitri a dirigere le partite e con 399 donne impegnate a livello manageriale (come indicato da UEFA.COM e Il Sole 24 ore).

E in Italia? Numeri in crescita, benché inferiori a quelli delle principali realtà continentali, anche quelli del nostro Paese, che vede 23.196 tesserate (di cui oltre 12 mila under 18) con 69 società nazionali tra Serie A e Serie B.  Insomma, dati assolutamente lusinghieri per il calcio femminile, che ha regalato spettacolo con i recenti Campionati del Mondo in Francia durante i quali, in Italia, per le cinque partite disputate dalla Nazionale si è raccolta una media di 4,88 milioni di telespettatori a partita, con uno share medio del 31,84 percento (come riportato da FIGC.IT). Un Mondiale che lo stesso Infantino ha definito come il migliore di sempre dal punto di vista della visibilità, dell’impatto sul pubblico e della passione dimostrata: «Abbiamo visto bellissime partite e vissuto emozioni incredibili». Con l’invito ai polemisti di smettere di paragonare sterilmente il calcio femminile a quello maschile, focalizzandosi invece sul fatto che sia un bellissimo sport, appassionante e ricco di talento e capacità.

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