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LA BICICLETTA DI WILLY MULONIA: DALLA SPAGNA LO PORTA OVUNQUE NEL MONDO

Gianluca Suardi

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«Durante i miei viaggi ho imparato che il significato di casa non è solo quattro mura e un tetto, ma è quel posto in cui c’è qualcuno che ti sta aspettando e che si prenderà cura di te, perciò posso dire di avere case ovunque in giro per il mondo: in Patagonia, in Etiopia, in Alaska, ma anche in Mongolia e in Oman». Con queste parole Guglielmo Willy Mulonia, imprenditore cicloturistico clarense classe 1967 che da ormai 17 anni vive in Spagna, spiega appieno la sua filosofia di vita: quella che, a partire dal gennaio 2001, lo ha spinto a fare un viaggio epico attraverso tutto il continente americano, dalla Terra del Fuoco fino all’Alaska. 

Una spedizione lunga circa 28mila chilometri che gli ha cambiato la vita, in tutti i sensi. «Ero partito con l’idea di arrivare in Alaska – racconta Willy – perchè mi ero stufato dell’Italia e avevo deciso di trasferirmi proprio lì. Volevo però arrivarci a modo mio, con il mezzo che più mi aveva aiutato, la bicicletta, e partendo dal punto più lontano che terraferma mi avesse permesso, come forma di ringraziamento verso l’Alaska. Poi durante quel viaggio attraverso le Americhe ho conosciuto una persona, spagnola ma residente in Argentina, con la quale strada facendo ho deciso di mettere su famiglia. Una volta tornati siamo quindi andati a vivere insieme sulla Sierra de Guadarrama, a circa 70 chilometri a nord di Madrid». In Spagna il ciclista bresciano ha trovato terreno fertile per i suoi sogni da appassionato di ciclismo, tant’è che dal 2004 porta gente in giro per il mondo. Inoltre dal 2015 organizza, nella regione de La Rioja, la versione spagnola della leggendaria Eroica, la più famosa delle manifestazioni cicloturistiche storiche al mondo.

Durante quello stesso viaggio Willy ha avuto anche la folgorazione necessaria che lo ha spinto a fondare, nel 2003, la sua agenzia di viaggi in bicicletta, la Project Adventure Cycling. «L’idea di aprire questa agenzia è scattata per la prima volta nel giugno del 2001 mentre stavo attraversando il Desierto de Atacama: un posto talmente bello che mi ha fatto sentire la necessità di condividere con qualcuno tutta quella bellezza. Mi sono detto “Un giorno qui ci porterò qualcuno” ed è così che il primo gruppo di clienti l’ho portato in viaggio proprio nel deserto di Atacama».  Un’altro luogo nel mondo a cui il cicloavventuriero clarense è molto legato è la Mongolia, dove nel 2010 ha fondato la Mongolia Bike Challenge, la più estrema delle corse a tappe in mountain bike. «È il posto che mi ha dato più sberloni di tutti in termini imprenditoriali: lì è dove veramente ho imparato tutto. È stato un vero e proprio master in economia e commercio, in marketing e in tutto quello che implica il riuscire a vivere delle proprie passioni».

Nella sua Chiari, Willy è tornato a inizio novembre, questa volta in veste di scrittore in occasione della Rassegna della Microeditoria (di cui parliamo in questo numero, Ndr) per presentare il suo libro autobiografico Chino verso nord: storie in bici e di viaggi paralleli, e lo ha fatto davanti a una grande folla di appassionati. «È stato molto emozionante, un pietra miliare nella mia vita che non si ripeterà più, perché non c’è altro posto al mondo che mi coinvolga così tanto come Chiari. Più giro il mondo, più mi rendo conto da dove vengo: ho chiarissimo dentro di me il cammino che ho fatto e da dove ho iniziato, e ripercorrerlo è molto gratificante. Il vero valore di un traguardo è dato sempre dalle intemperie che hai incontrato lungo il tragitto che hai scelto di fare per poter raggiungere quell’obiettivo».

Giornalista pubblicista, 31 anni di Palazzolo sull’Oglio.
Laureato in Comunicazione di Massa e Nuovi Media all’Università di Bergamo. Per anni ha scritto dalla Franciacorta e dalla Valle dell’Oglio per un settimanale della provincia di Brescia.
Appassionato di cinema, ciclismo e fotografia.

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