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Storie D'Oglio

I PASSI DI GIAN LUIGI, AMANTE DELLA CULTURA DEL PELLEGRINAGGIO, SUI CAMMINI DI MEZZO MONDO

Gianluca Suardi

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La passione per i lunghi cammini può creare una sana dipendenza e può portare una persona a compiere imprese che prima potevano sembrare impossibili. Gian Luigi Consolandi è una di quelle, dotate di un vero spirito pellegrino che lo spinge a girare il mondo per passione, ma anche per lavoro. Il calcense classe 1958 è, infatti, uno dei pochi ad aver percorso a piedi l’intero percorso della via Francigena, da Canterbury fino a Santa Maria di Leuca, sulle orme di Sigerico, l’arcivescovo di Canterbury che nel 990 percorse e descrisse per la prima volta questo itinerario. Ma la determinazione di Gian Luigi, che ha calcolato di aver peregrinato per ben 6705 chilometri dal 2011 ad oggi, non finisce di certo qui: il 61enne racconta di aver camminato anche lungo le varianti del famosissimo Cammino di Santiago: dal più turistico Cammino Francese fino al più ostico Via della Plata, che congiunge Siviglia a Santiago de Compostela, tagliando in pratica tutta la penisola iberica. 

La prima volta che ha affrontato un pellegrinaggio è stata appunto nell’estate del 2011 quando, con l’amico Pier Luigi Donati, ha percorso la variante francese del Cammino di Santiago. «Ero partito un po’ scettico e all’inizio pensavo di non farcela – spiega Gian Luigi – ma poi sono stato rapito dalle emozioni che solo la bellezza del silenzio e del camminare in mezzo alla natura riescono a darti». Negli anni successivi il pellegrino calcense ha percorso il ben più impegnativo e montagnoso Cammino del Nord, poi il Cammino Portoghese, il Cammino de la Plata (a suo dire il più difficile per il gran caldo nelle mesetas spagnole), il Cammino Primitivo e il Cammino Inglese.

Dal 2016 l’attenzione di Gian Luigi si è poi spostata sulla via dei pellegrini più importante d’Italia, ovvero la via Francigena. «Quell’anno decisi di fare come i veri pellegrini: partire da casa mia per andare fino a Roma. Il parroco di Calcio, don Fabio Santambrogio, ci ha fatto il primo timbro sulla credenziale e siamo partiti. La cosa divertente è stata che le prime tre tappe, quelle da Calcio a Fidenza, abbiamo dovuto inventarcele noi, perché non erano segnate su nessun percorso esistente». Nonostante la piccola delusione dell’arrivo in una Roma non troppo accogliente con i pellegrini, Gian Luigi decide di continuare il suo progetto anche l’anno successivo, lungo la Via Francigena del Sud, da Roma fino a Santa Maria di Leuca, seguendo il cammino che facevano i crociati per poi imbarcarsi alla volta di Gerusalemme. «È stato come camminare nella storia più pura: i primi chilometri sulla via Appia vicino alle catacombe mi hanno fatto emozionare tantissimo».

Nei due anni successivi il pellegrino ha poi portato a termine il suo obiettivo, percorrendo i chilometri che da Canterbury lo hanno portato fino a Fidenza, attraverso la Francia e il valico delle Alpi. «In questi anni ho visto che pian piano la cultura del pellegrinaggio sta migliorando anche qui in Italia, ma siamo ancora lontani dall’organizzazione e dal senso di ospitalità visto al Camino de Santiago, anche se lungo la via Francigena ci sono paesaggi e città stupende e si respira la vera storia». Del resto, il 61enne calcense – direttore d’orchestra, insegnante di pianoforte, direttore e fondatore del coro giovanile e maschile di Calcio –  è abituato a girare il mondo grazie alla sua professione. Ha infatti diretto in tutta Europa, Stati Uniti, Giappone, Cina e Sud America, ma il suo prossimo pellegrinaggio in programma è quello che lo porterà a Gerusalemme, via mare, camminando per luoghi sacri come Nazareth e Betlemme. Quello di camminare lungo i 1100 km del cammino dei templi in Giappone è invece, per ora, solo un bellissimo sogno nel cassetto.

Giornalista pubblicista, 31 anni di Palazzolo sull’Oglio.
Laureato in Comunicazione di Massa e Nuovi Media all’Università di Bergamo. Per anni ha scritto dalla Franciacorta e dalla Valle dell’Oglio per un settimanale della provincia di Brescia.
Appassionato di cinema, ciclismo e fotografia.

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