Il fascino irregolare del Castello di Trebecco, bastione antichissimo a guardia del fiume

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Discosto da Credaro di cui fa parte, il Castello di Trebecco si erge su uno sperone roccioso compreso fra il torrente Uria e il fiume Oglio, in un luogo strategico che permetteva di controllare la piana alluvionale del fiume. 

Il Castello non è circondato da un fossato: infatti è protetto dai corsi d’acqua naturali che si trovano nelle sue immediate vicinanze. In sostanza, non è altro che un recinto fortificato, molto diverso dai castelli come essi vengono intesi di solito: non possiede una corte rettangolare o quadrata, o torri d’avvistamento in ogni angolo, anzi. Per accedere al Castello di Trebecco ancora oggi si passa al di sotto della sua unica torre d’ingresso a base quadrata posta sul lato est della fortificazione e si attraversa il piccolissimo borghetto murato seguendo la traiettoria che ancora oggi funge da linea divisiva per i cortiletti irregolari delle case. La torre disponeva di una merlatura nella sua parte più alta, ancora in parte riconoscibile, ma questa risulta essere un’aggiunta successiva perché la torre è stata mozzata e ridotta a rudere in epoche precedenti.

Essendo stato costruito su uno sperone roccioso, il Castello di Trebecco non presenta una pianta regolare: anche in questo caso la morfologia del terreno ha condizionato la planimetria del complesso, che ha la forma di un triangolo isoscele. Le fortificazioni sono state realizzate utilizzando il materiale reperibile sul posto: è facile riconoscere nella trama muraria i ciottoli provenienti dall’alveo del fiume Oglio e la pietra di Credaro, con cui è stato costruito anche l’arco di accesso della torre. Oltre alle abitazioni, all’interno del recinto fortificato è documentata l’esistenza di una piccola cappella dedicata a Sant’Andrea, che conservava al suo interno le reliquie di San Celestino Martire (oggi spostate all’interno del Castello di Calepio). 

Nonostante l’esistenza di questa chiesa, gli abitanti di Trebecco preferivano seppellire i loro morti nelle vicinanze della chiesa di San Fermo, sempre appartenente al Comune di Credaro, posta a poca distanza: un tempo questo interessantissimo edificio di epoca romanica non era così isolato come appare oggi. Infatti le indagini archeologiche hanno fatto ipotizzare l’esistenza di un insediamento in prossimità della chiesa, posta nelle vicinanze di un’antica strada che costeggiava l’Oglio e che collegava i paesi di Credaro, Villongo, Adrara e Sarnico.

Lo stemma dei Conti Calepio

Secondo le fonti il Castello di Trebecco risulta essere uno dei più antichi della vallata del fiume Oglio, di fondazione addirittura precedente alle guerre fra i vescovi di Bergamo e di Brescia per il predominio sul territorio: infatti, sembrerebbe risalire al X secolo. Trebecco fu scelto dai conti Martinengo come luogo di residenza prima che questi ultimi si trasferissero nel Castello di Calepio: infatti, dove oggi si può osservare il castello voluto da Trussardo Calepio risalente al 1430, esisteva una fortificazione di epoca precedente. I Martinengo rimarranno proprietari del Castello di Trebecco fino al 1811 e i successivi passaggi di proprietà porteranno al deterioramento della fortificazione, ristrutturata nel XXI secolo per volontà delle autorità locali.

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