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Il «Water Circle» è realtà: ecco la punta di diamante della canoa italiana anche per gli atleti diversamente abili

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È successo tutto in diciotto mesi. In principio fu solo un’idea, ma partorita dalla mente di una campionessa che ha fatto della determinazione nell’affrontare le sfide della vita un mantra da ripetere di continuo. Da quella prima presentazione del progetto per la nuova Rosta, tenutasi a Brescia con testimonial la palazzolese Veronica Yoko Plebani, la palla è passata al padre Massimo, che non si è dimostrato inferiore alla figlia in quanto a capacità e tenacia. Così, nelle scorse settimane è stata inaugurata a tempo record la nuova sede del Kayak Canoa Club di Palazzolo, ottenuta riqualificando e valorizzando il luogo che già dal 1971 ospita la base del fortunato sodalizio, su quella spiaggetta che si raggiunge da uno scivolo di via Garibaldi, sulla sponda Ovest del fiume Oglio. 

Il progetto, costato circa 200mila euro tra contributi di privati, comunali e della Fondazione Cariplo (tramite Fondazione Comunità Bresciana), è stato ideato dall’architetto, anche lui palazzolese, Fabrizio Viola, che ha pensato ad una sede all’avanguardia, composta da strutture ecosostenibili, molto verde e soprattutto pienamente accessibile anche agli atleti disabili. Non è un caso che proprio la Plebani, già atleta paralimpica a Rio 2016, abbia voluto puntare moltissimo su questo tema. A benedire la nuova sede del KCCP, oltre alle autorità locali e ai responsabili dell’associazione sportiva, c’era anche un ospite speciale, il campione olimpico Antonio Rossi, che dopo anni come assessore allo Sport della Lombardia è ora sottosegretario ai Grandi Eventi sportivi della Regione. «Questo è un luogo per me molto importante – ha spiegato Rossi –. Mio nonno aveva una casa a Palazzolo e ho ricordi della mia infanzia legati anche a questa città. In più, questa è un’opera fantastica: ha potenziato un luogo già suggestivo che sarà ora sempre più portato alla scoperta e alla coltivazione di nuovi talenti, senza dimenticarci la valenza sociale dello sport, dell’importanza di stare in un gruppo e di crescere attraverso la relazione con gli altri».

Water Circle – questo il nome della nuova casa della canoa palazzolese – è ora composta da un’area esterna priva di barriere architettoniche e da una struttura nuovissima dedicata al deposito delle canoe e altri piccoli spazi di servizio. Questo, però, non è che il primo passo per la valorizzazione dell’intera area: infatti il Comune ha già dato il via alla seconda parte dei lavori, interamente a carico dell’ente locale, che una volta conclusi vedranno la ristrutturazione completa di un vecchio immobile contiguo e attualmente inagibile, ma che presto (si parla di marzo 2020) sarà dato in concessione al KCCP per un duplice uso. Da un lato, verranno ricavati i locali amministrativi, dall’altro sarà invece realizzata una sala per gli allenamenti indoor con palestra e strumenti necessari alla preparazione per i canoisti.

L’ALLENATORE DEI CAMPIONI: CINQUE TITOLI MONDIALI MADE IN PALAZZOLO A FIRMA RENATO TERONI

Non si può parlare di canoa sul fiume Oglio se non si nomina Renato Teroni, fondatore e presidente del KCCP e da sempre tecnico e anima del sodalizio, che in trentotto anni di storia ha allenato decine di talenti sportivi. Solo quest’anno, tanto per fare un esempio, tra categoria Junior e Under 23 i palazzolesi hanno portato a casa cinque titoli mondiali. Per non parlare poi di Mathilde Rosa, l’astro nascente del panorama italiano ora portacolori del CUS Pavia, che alla fine di settembre ha disputato la finale dei mondiali di discesa nel K1 femminile.

«Per noi questo progetto è stato un sogno che si è realizzato – ha spiegato Teroni –. In poco tempo è cambiato molto. I bambini e i ragazzi sono felicissimi, perché ora finalmente possono vivere il club come un’esperienza unitaria che va anche ben al di là della pratica sportiva. Non che prima ciò non potesse avvenire, ma le funzionalità erano limitate. Ora abbiamo uno spazio di aggregazione che è un campo di formazione continuo: non solo atletico, ma che ci consente anche di puntare sempre più sulla costruzione della mentalità dello sportivo. Ho voluto che funzionasse tutto al meglio, ma il grande merito va a chi ha creduto fin da subito a un progetto che a noi sembrava troppo bello per essere vero».

Più di cinquanta atleti, una dozzina dei quali agonisti di primissimo livello nelle proprie categorie, sono il tesoro di questo club di provincia che compete da anni con i migliori d’Italia, d’Europa e del mondo, ma che è il frutto di un lavoro quotidiano quarantennale. «Quando ho cominciato quarant’anni fa ero con pochi appassionati, molto determinati ma con scarsa preparazione – ha proseguito l’allenatore –. Poi col tempo sono arrivate le prime soddisfazioni e abbiamo imparato tutti pian piano i segreti di uno sport nel quale il talento conta, ma fino a un certo punto. È il sacrificio, la tenacia, la preparazione fisica e mentale che fanno fare il salto. Non solo a loro, ma anche a me che cerco di trasmettere il know how imparato negli anni ai miei ragazzi. Il godimento che provo, da allenatore, nel vedere i atleti lavorare su se stessi e ottenere i risultati che si sono prefissati è superiore a quello che provavo quando vincevo le gare io».

Teroni, che da agonista ha partecipato a due Mondiali e ad una Coppa del Mondo, rimane il faro del KCCP, così come il suo motto, impresso anche nella sede: «La fatica è l’unica risposta. Adora la fatica e sarai ricompensato». 

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