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Tutti in sella per ricordare il campione e amico Francesco con un Memorial sulle due ruote in suo nome

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Quale modo migliore per onorare la memoria di un ciclista prematuramente scomparso se non organizzando una appassionata corsa ciclistica in suo ricordo? Mossi da questo nobile intento dal 2015 la Polisportiva Rocca e il Comune di Roccafranca propongono ogni anno il Memorial Francesco Graifembergh: una gara di ciclismo su strada della lunghezza di circa 50 chilometri da percorrere su un tortuoso circuito che si snoda per le strade della frazione di Ludriano. 

È proprio a Ludriano che il ciclista classe 1968 è nato e cresciuto, ed è proprio su quelle strade che ha fatto le prime pedalate e ha iniziato a innamorarsi della bicicletta. Un amore che poi è esploso con forza durante l’adolescenza, quando ha iniziato a gareggiare con la maglia della Ca-Pi di Castrezzato diventando un vero e proprio campioncino del ciclismo giovanile, vincendo diverse gare provinciali allo sprint grazie alla sue grande potenza. A 21 anni, da ciclista dilettante, forse la sua vittoria più importante, con la maglia della G.S. Artoni–Expedit, che lo ha visto sfrecciare a braccia alzate sulla linea del traguardo della classica Milano–Mantova. Francesco ha avuto la fortuna di poter condividere la passione per il ciclismo con il padre Domenico che lo ha sempre supportato, con il direttore sportivo Ettore Manenti che lo ha seguito a lungo e con il cugino Marco Artunghi, un conosciuto ex–ciclista professionista di Castrezzato che ha partecipato a ben quattro Tour de France ed è pure stato compagno di squadra del Pirata Marco Pantani. «Francesco è sempre stato un uomo di ciclismo – ha raccontato con grande affetto la moglie Marzia –. Fin dalla nascita fino alla sua morte nel 2003 ha sempre vissuto per lo sport».

Il Memorial Graifembergh nel corso delle quattro edizioni ha sempre registrato un’ottima partecipazione: circa 160 i ciclisti di ogni età e categoria che ogni anno si presentano alla partenza di piazza Vittoria a Ludriano, e sempre alto è stato anche il livello di agonismo che i corridori esprimevano durante la gara. «C’è sempre stato un clima agonistico importante – ha spiegato Ottorino Signorini, ex consigliere con delega allo Sport e organizzatore della corsa –. Sono sempre stati tanti i partecipanti che correvano con la voglia di vincere e quindi è sempre stata una gara vera. Particolarmente tecnico e impegnativo è l’arrivo, con curve e controcurve su strada in pavè: bisogna essere molto bravi e saper guidare bene la bici per rimanere in testa al gruppo dei migliori e quindi vincere la gara». 
Durante questi quattro anni diversi sono stati gli amici di Francesco che hanno preso parte alla manifestazione ciclistica per rendere omaggio alla sua figura e tante anche le giovani promesse del ciclismo che vi partecipano per vincere, così come spesso faceva anche lo stesso Graifembergh. La speranza è che questa bella corsa ciclistica possa continuare anche in futuro così da poter far risuonare ancora il nome di Francesco Graifembergh nel cuore del gruppo compatto tra il rumore meccanico delle biciclette e il respiro affannoso degli atleti.

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