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Lancio del bastone e non solo: con agilità, tecnica, figure e tanto impegno, il twirling crea la sua famiglia

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Il Twirling a Palazzolo è una questione di famiglia. Lo sanno bene Luciana Gagni, tra i responsabili alla nascita quarantaquattro anni fa del gruppo e tuttora presidente, la figlia maggiore Manuela Manini che ha guidato le atlete dal 1986 al 2003 e Deborah Manini che è subentrata alla sorella e ricopre ad oggi la carica di guida tecnica. Nate nel 1975 come majorettes per accompagnare scenograficamente le esibizioni del Corpo Musicale cittadino, nel 1977 con la maestra Monica Castelli si pongono le basi per intraprendere l’attività agonistica che comincia a tutti gli effetti nel ’78 con l’adesione alla Federazione Italiana Twirling e dà il via ad un progressivo sganciarsi dalla banda.

Al centro Deborah Manini, a destra la mamma Luciana Gagni

Se pur nota ai palazzolesi che vedono le atlete esibirsi nel saggio di fine anno ed in varie altre manifestazioni, questa disciplina sportiva tende ad essere poco conosciuta e spesso confusa con l’attività propria delle majorettes. «Le majorettes – spiega Deborah Manini – sono legate alla banda musicale, marciano ed aggiungono un elemento di folklore e spettacolo agli eventi cittadini. Il twirling è uno sport con figure, evoluzioni e richieste tecniche diverse. Lo strumento, il bastone, è lo stesso ma i gesti atletici sono differenti». Il twirling è uno sport adatto ad ogni età. Deborah ha cominciato a soli quattro anni. «Nel nostro gruppo ci sono trentacinque atlete divise in cinque categorie: Minor (le piccolissime), Cadetti, Junior, Senior e Senior Star dove l’età supera i cinquant’anni. Ci sono atlete che si sono ritirate durante la maternità e sono poi rientrate continuando ad allenarsi e ad esibirsi con passione. Abbiamo anche una coppia mamma e figlia!».

In passato alcuni membri del gruppo sono stati selezionati per rappresentare l’Italia ai Campionati europei di Edimburgo e Barcellona; i costi delle trasferte a carico delle atlete hanno però scoraggiato in seguito l’attività agonistica a favore di esibizioni pubbliche sempre più curate nella tecnica e nelle coreografie, di cui Deborah si occupa insieme alla scelta delle musiche. «Ad anni alterni propongo per la chiusura del saggio circa venti minuti di musical (quest’anno ci siamo ispirate ai Queen), o una coreografia con le luci annesse ai bastoni. Cerco poi di arricchire lo spettacolo con l’uso di altri attrezzi come i nastri, i pom pom e le bandiere». Con un contributo di soli 20 euro mensili per gli allenamenti previsti due volte alla settimana da settembre a giugno (fino alla data del saggio finale) e con l’attrezzatura fornita all’iscrizione, l’accesso a questo sport è pressoché a misura di tutte le tasche. In questo modo si è sviluppato anche un senso di conviviale appartenenza al gruppo e di sforzo collettivo, quando c’è la necessità di acquistare (o forgiare) i costumi e gli attrezzi per il saggio finale. Insomma, il gruppo Twirling palazzolese è per diversi aspetti davvero una famiglia.

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