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Elena Cristinelli: la grinta e la passione della «vipera cremisi» del Roller Derby

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«Sono stata coinvolta da un SMS: un’amica mi comunicava che cercavano ragazze per fare una squadra di Roller Derby. Non sapevo bene cosa fosse, ma mi sono guardata il film Whip It di Drew Barrymore e sono andata a provare». 
Inizia così l’avventura di Elena Cristinelli, classe ’85, nata a Sarnico: oggi presidente e giocatrice delle Crimson Vipers Roller Derby Bergamo, l’unica compagine femminile a praticare il Roller Derby – uno sport di contatto sui pattini a rotelle – in provincia di Bergamo. Affiliate all’UISP e fresche di apparizione televisiva in una puntata di Dribbling, le Vipere ora contano circa 25 membri tra giocatrici, arbitri, tecnici e new entry.

«Ricordo ancora il primo allenamento: eravamo in cinque e per reggerci sui pattini dovevamo attaccarci alle sbarre o alle pareti. Non riuscivamo quasi a fare le curve: diciamo che eravamo più entusiaste che brave, ma lo rifarei mille volte». Da quel giorno, del resto, i passi avanti di Elena (che vive a Bergamo dai tempi dell’Università) e delle altre compagne sono stati notevoli: «Delle cinque avventuriere originarie sono rimasta l’unica. All’epoca avevamo rimediato una palestra infiltrandoci in una serata organizzata dai pattinatori di Bergamo. Abbiamo imparato tanto e adesso raccogliamo tante vittorie».

Naturale, quindi, chiedere proprio a lei perché una ragazza dovrebbe iniziare a praticare questo sport, ancora troppo poco conosciuto. «Innanzitutto per la compagnia: siamo più di una squadra, siamo molto legate, quasi un branco. E vale anche con le avversarie: essendoci poche squadre per giocare ci dobbiamo spostare. Questo fa sì che si socializzi con un sacco di persone in giro per l’Italia e l’Europa. Lo scorso anno abbiamo giocato a Zurigo, Saragozza e Valencia: una bella soddisfazione. E poi è uno sport pulito: è tutto fatto da noi, da chi lo gioca; vincono sempre il merito e l’allenamento. Chi è competitivo può ambire alle selezioni per la Nazionale».

Un clima bellissimo e amichevole, ma sempre in un contesto sportivo allenante. «Innanzitutto per poter partecipare alle partite una ragazza deve prima aver sostenuto un test di minimum skills (competenze minime, Ndr). In sei, otto mesi sei pronta, ma è comunque una specie di patente: serve a verificare che sai fare alcune cose base, come cadere nel modo corretto. Facciamo comunque due allenamenti a settimana, più un terzo dedicato a chi è agli inizi».

Infine un passaggio mirato sui prossimi impegni di squadra, in partenza per il torneo SKIR – Skate Im Ring di Bolzano, con otto squadre da tutta Italia. «Vorremmo migliorare il terzo posto dell’anno scorso. Non sarà facile, perché già nel girone incontriamo squadre molto forti, ma ci crediamo». Uno sport in cui, quindi, non mancano i sacrifici, ma che regala anche momenti bellissimi come «l’abbraccio sudato a fine partita, il casino del pubblico in palestra o la birra con le avversarie a fine gara. Conto di andare avanti finché le gambe mi reggono», chiude Elena con un sorriso.

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