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Doppia convenzione per l’«Associazione dr. Eugenio Suardi» con l’Università degli Studi di Bergamo

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Dell’associazione intitolata al dottor Eugenio Suardi e di quanto lo stesso medico condotto fosse rimasto nel cuore degli abitanti di Cividate (e non solo) si è già parlato nel nostro numero di gennaio di Valle dell’Oglio Magazine. Tuttavia, tra maggio e giugno di quest’anno, tuttavia, l’associazione ha fatto altri due, importantissimi, passi avanti che sono degni di nota: infatti, sono entrambi legati alla creazione di una convenzione con l’Università degli Studi di Bergamo, Facoltà di Scienze dell’Educazione. Il primo è rappresentato dall’istituzione di un Premio di Laurea per gli studenti che nella loro tesi decideranno di approfondire le tematiche relative ai metodi e quel «prendersi cura» tanto caro al medico di Cividate. E il secondo prevede l’istituzione di un canale diretto con la stessa Università per lo svolgimento di un tirocinio curriculare direttamente in associazione.

A spiegare l’importanza e la portata di questi accordi è Cinzia Suardi, presidente dell’associazione e figlia dell’ex medico: «L’accordo con l’Università fa capire quanto siamo radicati e presenti sul territorio. Il Premio di Laurea fa assumere all’associazione una valenza culturale molto rilevante: l’immagine non è più solo quella di una realtà alla memoria, ma diventiamo portatori di un messaggio, di come mio padre operava; che, a mio avviso, è trasversale a tutte le professioni». Con un occhio di riguardo, ovviamente, agli educatori: «Da qui il tirocinio: mettiamo a disposizione una serie di conoscenze e una rete importante di contatti con diverse Amministrazioni che un professionista può anche ambire a fare sue».

Il tutto è stato esplicitato durante il Seminario dello scorso mese nell’Aula Magna di via Pignolo a Bergamo, durante il quale è intervenuto anche Stefano Tomelleri, professore associato in Sociologia Generale all’Università degli Studi di Bergamo, che non a caso ha parlato dell’amore di Cinzia per il padre e di come questo abbia ormai da tempo superato la dimensione privata. «È stato bellissimo vedere 150 studenti ascoltare per tre ore; questo senza contare gli interventi di due sindaci, il patrocinio dell’AVIS e dell’AIDO nazionali e tutta una serie di testimonianze dirette molto toccanti. E alla fine tre studentesse si sono fermate e mi hanno chiesto da dove avessi preso il mio riferimento al prendersi cura come un’arte, un atto creativo». 

Naturale, quindi, domandare a Cinzia una riflessione sui prossimi obiettivi e progetti dell’associazione, che proseguiranno sì lungo il solco tracciato nel segno di un ricco valore educativo presente sempre più nel mondo della scuola, ma non solo. «Innanzitutto mi piacerebbe che il Seminario divenisse una ricorrenza che ogni anno possa analizzare la tematica del prendersi cura da un punto di vista sempre diverso. Ma il sogno è un altro: ho letto di un premio istituito da un’Università del Sud d’Italia per i medici che operano con questo spirito. Mi piacerebbe studiare un’iniziativa simile, magari proprio insieme all’Università di Bergamo».

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