• Home
  • Sport
  • Angelica, astro nascente della handbike: «Quando pedalo mi sento libera»

Angelica, astro nascente della handbike: «Quando pedalo mi sento libera»

1.531K

«Un nuovo inizio, perché quando pedalo mi sento libera». Inizia così la chiacchierata con Angelica Battagliola, ventiquatrenne nata e cresciuta a Calcio e astro nascente dell’handbike: portacolori della Active Handbike Team La Leonessa, la squadra con la quale all’inizio di maggio ha conquistato un importantissimo secondo posto alla terza tappa del Giro d’Italia di Handbike, sulle strade di Tirano.

Un’avventura, quella della forte atletica calcense, iniziata peraltro soltanto otto mesi fa e dopo anni molto difficili. «Da ragazzina giocavo a pallone. Poi a sedici anni mi hanno diagnosticato la paraparesi spastica ereditaria: non potevo più giocare o saltare e sono iniziati i ricoveri nei vari ospedali», racconta l’atleta. «Ricordo che all’inizio alla Domus non ci volevo andare: mi sembrava un posto per vecchi». Ride, Angelica, ma racconta come l’avventura nell’handbike praticamente sia iniziata anche grazie alla scelta di affrontare quel percorso: «Lì, durante la riabilitazione, ho incontrato Sergio Balducchelli, che mi ha convinta a provare questo sport». 

Un percorso fatto di due allenamenti a settimana con Gianluca e Marco, suoi allenatori, da far combaciare con l’impiego nella segreteria dell’asilo del paese. E una serie di successi che, però, almeno per il momento, non modifica la vita di tutti i giorni. «Succede spesso che entri al bar e mi chiedano come sono andate la gare o che mi hanno visto sul giornale. Qualche settimana fa, addirittura, sono uscita per comprare le sigarette e una signora mi ha chiesto una foto. A me, però, interessa di più continuare ad uscire con i miei amici». Un rapporto, quello con i vecchi amici, che si è col tempo rafforzato: «Usciamo molto insieme e mi supportano molto. Vogliono accompagnarmi alle gare, ma io me li immagino che urlano quando passo e sono un po’ in imbarazzo. Vedremo».

E se la passione per lo sport occupa un posto particolare, nel cuore di Angelica c’è anche quella per il canto  – «Qualche anno fa andavo a lezione a Romano, da un’insegnante, poi ho interrotto. Mi piacerebbe molto ricominciare, intanto mi alleno con il karaoke»  – e quella per i tatuaggi: «Il primo che ho fatto è stato quello per mio padre». 
Normale, quindi, concludere chiedendo ad Angelica se per caso non abbia allora un sogno nel cassetto da voler realizzare. «Nessun sogno particolare, ma mia sorella maggiore, pochi giorni fa, scherzava dicendo: “Adesso vai alle Olimpiadi“».

Leggi anche:

Articoli simili

Narrano i muri di Calcio. Lo fanno attraverso i colori, le forme e i simboli dei 47 murales che si i

Dal concerto come gruppo spalla dei Deep Purple fino alle collaborazioni con dei grandi della music

Di confini - reali o fittizi - è pieno il mondo. Esistono barriere di ogni tipo: geografiche, legis

Rispondi