Un angolo di puro Giappone a Villongo. È Atsushi: di nome e di fatto

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Cosa ci fa uno Chef giapponese tra i più quotati della ristorazione etnica in Italia, in un elegante e neo-nato locale di Villongo? E cosa ci fa un ristorante dal mood internazionale, in un Comune di sole ottomila anime? 

La risposta ci viene fornita da Mauro, Alberto e Federico: tre amici appassionati di buona cucina che – incantati dal talento di Atsushi Okuda, Chef originario di Osaka e riconosciuto come tra i più dotati della ristorazione etnica milanese – scelgono di sottrarlo alla movida meneghina, coinvolgendolo in «un progetto locale dal respiro globale».
Un progetto che viene inaugurato a Villongo nel gennaio 2019 e che – un po’ per consacrazione, un po’ per un’evocativa assonanza – prende in nome dello Chef, Atsushi

DA OSAKA A VILLONGO, NEL SEGNO DELLA QUALITÀ
Alla regia, troviamo infatti Atsushi Okuda, Chef originario di Osaka, città conosciuta come «capitale della buona tavola» giapponese. Dopo una breve esperienza come guida turistica, e a seguito di numerosi viaggi che lo portano a conoscere il mondo  – sino all’estremo Occidente canadese – Atsushi approda in Italia, e per la precisione a Milano, centro nevralgico del fermento gastronomico italiano. Qui passa in alcuni dei ristoranti più in della città, sino a mettere radici al ristorante Zero, distinguendosi al punto di convincere gli ispettori Michelin, che gli riservano un posto in Guida. Per stessa ammissione dello Chef, ciò che ama del suo lavoro è la possibilità di rendere felici le persone donando qualcosa di sé; cosa che sceglie di continuare a fare nel nuovo freschissimo progetto di Villongo.

CUCINA COME ESPERIENZA SENSORIALE PURA
Un ristorante giapponese che rifiuta sgradevoli neologismi come giappo o fusion, plasmando un progetto di cucina originale ed evoluto, in cui la tradizione giapponese incontra armonicamente le eccellenze nostrane e la soddisfazione dei palati occidentali. Una proposta democratica dunque, incapace però di scendere a compromessi in tema di qualità: elemento trainante del ristorante Atsushi di Villongo. 

Il ristorante sorge in un ambiente caratterizzato dalle classiche linearità nipponiche, contaminate da eleganti elementi che riscaldano le atmosfere con dettagli di ispirazione coloniale. Calde luci soffuse, ampie vetrate e raffinati elementi di moderno design completano la suggestione di un locale accogliente e intimamente elegante. Trenta coperti, oltre alle tradizionali sedute poste lungo il bancone, per un’esperienza sensoriale completa.
A partire dal gusto e ovviamente dall’olfatto, appagati dalla proposta di un menù vario e capace di incontrare ogni desiderio o esigenza: pesce crudo o cotto, carne e piatti vegetariani freddi o caldi, da scegliere alla carta o in uno dei quattro menù degustazione. Assaggi che possono essere accompagnati da una cantina di grande pregio o da un’importante selezione di sakè, di cui lo Chef Atsushi Okuda è sommelier, suggerendo così i giusti abbinamenti per gradazione, fermentazione, percentuale di levigatura del chicco di riso e percezione di gusto e sentori. Oltre al tatto, inevitabile, in occasione del coinvolgimento con questa tipologia di cibo. E della vista: non solo relativa all’estetica del piatto – tanto cara alla cultura orientale – ma anche a un ambiente armonico, arredato con elementi naturali, capaci di donare una gradevole sensazione di benessere interiore. E infine, l’udito, favorito dalla piacevole armonia della musica di sottofondo che accompagna tutta la cena. 

SUSHI, NIGIRI E CREATIVITÀ
Non solo sushi e sashimi dunque, ma numerose proposte di piatti caldi che – partendo dalla tradizione giapponese – strizzano talvolta l’occhio a tecniche e prodotti europei. Un esempio? La rivisitazione di uno dei classici street food orobici di proustiana memoria – il Bertagnì – che nella testa dello Chef nipponico rivive attraverso la piacevole sapidità e croccantezza di un merluzzo in tempura servito con dashi o sale aromatizzato alle alghe.  O ancora, la Carbonara Giapponese: una reinterpretazione degli Udon giapponesi che Chef Atsushi propone in una cremosissima versione con panna, uova di merluzzo e uovo poché

Immancabile e imperdibile la proposta di sushi che ad Atsushi privilegia senza riserve la selezione dei nigiri. Suggerita quella che porta il nome del locale, raccontata in un percorso ludico e goloso tra profumi orientali, ingredienti inaspettati, e picchi di piccantezza alternati a contrasti agrodolci. Puro piacere innalzato ai massimi livelli, se gustato al bancone, durante la preparazione espressa del piatto, accompagnato da Wasabi e soia (gluten free) home made.

Eccellente il branzino al vapore di sakè servito con salsa di ostrica e verdure, sintesi di piacere in cui le note salmastre primeggiano con assoluta eleganza in un piatto nobile ed emozionante. Applausi per i nigiri di wagyu serviti con scorzone marinato in olio extravergine d’oliva, picco di piacere in cui la straordinaria marezzatura della carne vizia il palato, portandolo a una fase di estasi assoluta. 

Perfino la nota dolce, tallone d’Achille di un buon numero di ristoranti orientali, qui trova ragion d’essere, esprimendosi in proposte creative e delicate come la sfera di cioccolato bianco ripiena di gelato ai fagioli azuki e crema calda al tè matcha: ottimo dessert capace di chiudere il pasto in piacevole leggerezza.

Un locale – aperto tutte le sere eccetto il martedì, con possibilità di effettuare anche il menù d’asporto – di cui sentiremo parlare e che, vi è da scommetterci, porterà molti appassionati di buona cucina a spingersi alla volta di Villongo. 

Stefania Buscaglia
www.mangiaredadio.it 

Photo credits © Laura Elena Armani

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