Guerra d’Indipendenza d’Italia: 160 anni fa Napoleone III in visita a Calcio dall’amico Oldofredi

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Calcio, 16 giugno 1859. Esattamente 160 anni fa le truppe francesi di Napoleone III si fermarono nella Villa Castello della famiglia Oldofredi (nell’attuale via Umberto I). Il nipote del più famoso Napoleone I passò la notte nel palazzo e il suo esercito trovò accoglienza nei giardini della villa, oggi diventati il parco comunale. L’esercito e il suo generale si dirigevano verso la zona di San Martino e Solferino, dove si sarebbe combattuta una delle battaglie cruciali della Seconda guerra d’Indipendenza italiana.
Quindi, che ci faceva a Calcio Napoleone III, imperatore dei francesi, quella notte?

Per capirlo bisogna parlare di Ercole Oldofredi Tadini, uno dei protagonisti del Risorgimento. Nato a Brescia nel 1810 e morto nel 1877 a Calcio – che ne conserva le spoglie e l’atto di morte in archivio parrocchiale – Oldofredi Tadini fu uno degli organizzatori delle Cinque Giornate di Milano del 1848. Gli austriaci lo individuarono presto e, non appena si riappropriarono del territorio lombardo, lo punirono con l’esilio: riparò nell’unico Stato dove poteva rifugiarsi un collaborazionista del processo unitario, cioè nel Piemonte sabaudo (e precisamente nel Cuneese).
Qui dovette rifarsi una vita: lo fece diventando braccio destro di Camillo Benso Conte di Cavour. Per Cavour seguì da vicino lo sviluppo della rete ferroviaria piemontese e diventò una sorta di «Ministro della Propaganda» ante litteram: da direttore di testate giornalistiche e autore egli stesso, redigeva e curava la diffusione di articoli filo–sabaudi e favorevoli all’Unità d’Italia. 

Il Castello Oldofredi

Non solo. Oldofredi Tadini era talmente addentro alle questioni internazionali che giocò un ruolo cruciale nella cessione di Nizza e della Savoia alla Francia: la consegna di questi territori ai cugini d’Oltralpe, in cambio del loro aiuto militare, fu un passaggio delicatissimo per il Regno di Sardegna, dal momento in cui la Savoia era la regione d’origine della dinastia regnante e da Nizza proveniva un certo Giuseppe Garibaldi. Fu proprio in veste di direttore di giornale ed esperto di questioni internazionali che Oldofredi Tadini seguì più volte il Primo Ministro italiano all’estero in delicate missioni: durante una visita ufficiale di Cavour a Parigi, Oldofredi Tadini e Napoleone III si conobbero e strinsero una sincera amicizia. Quando Napoleone III si trovò a dover passare con il suo esercito nel territorio lombardo, ricordò di avere in Calcio un appoggio logistico spendibile. Molto utile, soprattutto, per dare ai soldati il tempo necessario a valicare in tutta calma e sicurezza il fiume Oglio che – assieme agli altri fiumi dell’Italia padana – si frapponeva tra la meta del viaggio e l’itinerario delle truppe. Era ormai il 16 giugno del 1859 e Napoleone III entrava trionfalmente a Calcio. Lo scontro a Solferino contro l’impero austriaco si sarebbe tenuto solo otto giorni dopo.

Oggi nel paese della Bassa Bergamasca rimangono due tracce del passaggio di Napoleone III. All’interno del castello Oldofredi, subito dopo il ponte levatoio che ne caratterizza l’ingresso, si trova una lapide commemorativa che ricorda l’episodio. Mentre nel 1999 – all’interno del progetto Muri Dipinti che ha dotato Calcio di una galleria a cielo aperto di 47 murales (e di cui abbiamo parlato nel numero di Valle dell’Oglio di un anno fa) – venne scelto di celebrare il passaggio di Napoleone III con un’opera: l’artista Mario Cornali raffigurò in un graffito le truppe francesi che passavano stancamente per il centro abitato.

Un’ultima curiosità, invece, riguarda Ercole Oldofredi Tadini. All’interno di un ampio salone della villa fu raffigurato in un ciclo di dipinti parietali il mito di Onfale. Questa Regina della Lidia ebbe il privilegio di avere per tre anni come schiavo il semidio Ercole (guarda caso, così si chiamava il proprietario della Villa Oldofredi). Lei perciò è dipinta con in mano il bastone del comando, mentre Ercole viene raffigurato con un fuso della filatura in mano, a simboleggiare la sua mansione servile. Ebbene, nelle pareti della sala da ballo della villa Oldofredi è raffigurato proprio il mito di Onfale. Il significato è chiaro: mentre Ercole (Oldofredi Tadini) era in esilio, chi portava avanti la baracca, nella villa di Calcio, era sua moglie Mimì Terzi. Emerge, quindi, dal palazzo Oldofredi non solo il ritratto di un protagonista del processo unitario, ma anche quello di una famiglia all’avanguardia e di una donna emancipata. È di personalità come queste, dai saldi valori morali ma allo stesso tempo aperte alle novità, che si è nutrito il Risorgimento italiano.

LA VISITA DI NAPOLEONE III DIVENTA UN LIBRO CON IL PATROCINIO DELL’AMBASCIATA DI FRANCIA: GRAZIE AGLI STUDENTI DELLE MEDIE DI CALCIO

Proprio quest’anno gli alunni della 3°B e del Laboratorio di Giornalismo storico delle scuole medie di Calcio – guidati dal professor Stefano Gelsomini – hanno concluso una ricerca sul passaggio delle truppe di Napoleone III nel paese, dal titolo Giugno 1859. Napoleone III a Calcio. E grazie al sostegno di alcuni sponsor, durante la Settimana della Cultura il frutto del loro lavoro ha visto la luce. Non solo: la ricerca degli studenti è stata affiancata da un lavoro gomito a gomito con la Soprintendenza archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, in cui è stato oggetto di indagine il paesaggio della Calciana nella storia. Nella mattinata del 15 marzo, nella sala consiliare del Comune di Calcio, l’intero progetto degli studenti è stato mostrato a una rappresentanza del consolato francese di Milano.

Ne è emerso un agile e vivace libro in cui gli studenti hanno pubblicato una miriade di informazioni proveniente da documentazione originale. Le nuove tecnologie e la digitalizzazione delle opere a stampa permettono oggigiorno approfondite ricerche sulle fonti antiche: i ragazzi di Calcio – certamente dei nativi digitali – se ne sono serviti a piene mani e hanno collezionato numerosi articoli di giornale ottocenteschi, bollettini di guerra e anche immagini inedite. I calcensi e gli storici locali hanno perciò ora a disposizione dati provenienti dalle più disparate aree del pianeta: dai quotidiani italiani e francesi fino alle riviste statunitensi e australiane. La bontà di questo materiale è stata certificata dalla concessione del logo e del patrocinio dell’Ambassade de France en Italie e dell’Institut Française in vista della pubblicazione dell’opera.

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