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Andrea Moleri agli onori delle cronache per il brano «The Floating Piers»: quasi un milione di views

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Andrea Moleri è un giovane artista di Sarnico i cui traguardi travalicano gli anni che ha. Infatti, il videoclip del suo pezzo musicale The Floating Piers, da lui prodotto nell’estate del 2016 con il gruppo NIV, ha saputo concentrare in maniera egregia in pochi minuti l’esperienza de The Floating Piers di Christo – l’evento che ha reso noto al mondo la bellezza del Lago d’Iseo – tanto da ottenere quasi un milione di visualizzazioni online, tra Facebook, YouTube e pagine dedicate.
Un risultato assolutamente straordinario per un ragazzo che oggi frequenta l’ultimo anno del Liceo Linguistico: un successo che gli ha permesso di riflettere sul suo cammino e di iniziare a immaginare il suo futuro.

«Ho cominciato a fare rumore, non sarebbe giusto parlare di musica, circa a otto anni su una tastiera. La propensione c’era, ma le abilità andavano affinate – racconta Andrea, classe 2000, senza prendersi troppo sul serio – Da adolescente mi sono avvicinato al pianoforte: l’incontro con lo strumento ha destabilizzato tutta la famiglia. Riproducevo brani noti e componevo senza saper leggere una nota». Andrea scherza sul suo orecchio e sul fatto che le sue mani riuscissero a suonare in maniera naturale. «Temo che ad un certo punto i miei pensassero che fossi posseduto dal demonio!». In realtà il nonno materno che «ci ha sempre visto lungo» lo incoraggia a registrare ciò che Andrea produce in sessioni da cinque o sei ore pomeridiane nello studio creato per lui in casa.
Ed è proprio il nonno il produttore alle spalle del successo da un milione di views. «Il pezzo per The Floating Piers è nato proprio dalla spinta imprenditoriale di mio nonno. Non è un pezzo perfetto, ma racchiude la spontaneità di un’unica registrazione. Ho trovato in Luca Giudici una voce interessante che, con poche indicazioni, ha accettato di fare altrettanto: una registrazione sola, spontanea, imperfetta». E unica. Tanto che in quei giorni, il sindaco di Monte Isola – venuto a conoscenza del movimento virtuale provocato dal brano – chiede a Andrea di accompagnare la chiusura dell’evento: un ricordo impresso nella memoria del giovane artista. «Io amo il lago perché rappresenta il contatto tra la montagna rocciosa e l’acqua. Ho messo molto di me e del mio vivere a Sarnico in quel brano».

Da allora i pezzi salvati nel cloud superano le due migliaia, ma non tutti forse raggiungeranno il pubblico. «Sono un perfezionista: uso la musica per portare fuori quello che ho dentro, ma questo non significa che tutto ciò che mi passa per la testa sia pronto per arrivare agli altri». Ecco perché oggi Andrea sta sperimentando diverse forme d’arte: la macchina fotografica e la videocamera sono gli strumenti che gli permettono di creare prodotti multimediali – come video musicali, video spot, piccole campagne pubblicitarie – e di essere ingaggiato per eventi. «Ho lavorato al Vittoriale e a Venezia, due luoghi affascinanti ed evocativi, oltre che alla discoteca Scaccomatto. Lì gioco in casa».
Non solo. Appena l’anno scorso, nell’estate del 2018, Andrea è stato anche una piccola comparsa nel film Murder Mystery (una produzione Netflix), con Jennifer Aniston e Adam Sandler, con scene girate a Milano. «Il film al momento è in post produzione. La mia è stata una parte piccola e temo che finirò sul pavimento della sala di montaggio: potrei non apparire mai nella versione finale del film, ma ciò che conta è stato passare qualche giornata sul set ed imparare dai professionisti». Insomma, una giovane personalità eclettica, pronta a sperimentare e sperimentarsi, in attesa dei nuovi traguardi futuri. Tra cui, la maturità.

Superati gli esami di stato, Andrea dovrà scegliere cosa vuole fare da grande. «Inizialmente ero indeciso tra studiare medicina o cinema. Mi spaventava la precarietà dell’artista. Poi un amico mi ha detto che se fossi diventato medico per la stabilità economica, lui non sarebbe mai venuto a farsi curare da me. Per cui seguirò la mia passione». Una scelta in cui si rispecchia anche la saggezza di mamma Moleri: «A volte cura di più un bel film che la medicina».

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