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Stefano, ambasciatore della Italo Disco Music nel mondo: dal 1983 a oggi un successo internazionale

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(di Mario Dometti)
Per taluni parlare di musica dance può sembrare parlare di sola musica d’oltreoceano. Al contrario in Italia, ed in particolare nella nostra zona, negli anni Ottanta sono nati artisti di quella che oggi viene denominata Italo Disco Music. Molti ancora oggi si stupiscono nello scoprire che numerosi successi che hanno accompagnato la loro gioventù sono nati a poche centinaia di metri da dove abitavano.

È il caso di Stefano Brignoli di Sarnico, che nel 1983 – iniziando con i marchi Brand Image e Some Bizarre – comincia a comporre ed interpretare brani che oggi lo portano ad essere uno degli ambasciatori di questo genere musicale nel mondo. La sua passione per la musica sboccia a soli 6 anni e alla batteria la sua prima esibizione in pubblico avviene già a 12 anni. Negli anni seguenti si avvicina alla chitarra e al pianoforte e comincia a comporre. Nel 1975 nascono le radio libere: a Sarnico viene fondata Radio Lagouno – dove Stefano collabora dal 1977 al 1988 – e sono proprio quegli gli anni in cui vengono alla luce i successi di casa nostra. Le discoteche conoscono il loro boom. Ecco allora, per citarne alcuni, Disco Band dei palazzolesi Scotch o Happy Children e Orient Express dei bergamaschi P. Lion e Wish Key. Insomma il mercato di quegli anni si riempie di inattesi successi che immediatamente valicano i confini per entrare nelle classifiche dance di tutto il mondo.

I successi e le collaborazioni di Stefano Brignoli sono molteplici. La sua firma appare nei brani di Brand Image (Are you loving, Movin’ up e Love in a Summer night), Cherry (Magic Holiday), Deborah Kinley (Surprise, Very Well, All for you e Monday Baby), J.J. Foster (Flashback), Kissing the Kiss (Run Stop), Some Bizarre (Don’t be Afraid e Over the Rainbow) e Webo (Miracles e Shaking Lovers), alcuni di essi realizzati con la produzione di Radio Atlantide, emittente privata storica di Bergamo.

«Mi reputo una persona fortunata: non ho avuto solo collaboratori, ma veri amici. Vorrei citarne alcuni perché devo a loro ciò che mi accade ancora oggi: Tiberio Scarfone e Rino Denti in primis, che purtroppo non ci sono più; Marino Scarabelli, Richard Milella, Salvatore Grieco, Livio Polini, Edgardo Vavassori e chissà quanti ne sto dimenticando tra produttori, arrangiatori e strumentisti, perché ogni volta che si lavorava attorno ad un progetto nascevano idee brillanti grazie all’apporto di tutti!».

L’Europa recepisce immediatamente il fenomeno Italo Disco e molti brani entrano nelle classifiche internazionali: Germania, Francia, Spagna, Inghilterra e poi via via i Paesi dell’Est e la Grecia. Dall’Europa al mondo il passo è breve: Stati Uniti, Giappone, Messico, Sud Africa. «Ogni volta che apro un rendiconto SIAE e mi vedo riconosciuti dei diritti d’autore provenienti dall’Africa o dal Giappone penso sempre che qualcuno si sia sbagliato», sostiene in tutta modestia Stefano. Le discoteche, le radio e le vendite hanno poi dato vita a numerosi Italo Disco Fan Club in tutto il mondo ed oggi Stefano viene chiamato ad esibirsi al suono del tempo che fu. Basta digitare «Stefano Brignoli» in YouTube per vedere molte sue performance. Nel 2014 si esibisce all’Italo Party di Stompwijk ed al Teejater di Naaldwijk in Olanda, nel 2015 al Teatro Nalen di Stoccolma, nel 2016 al Santeria Social Club di Milano ed al Wollebrand Party di Honselersdijk, ancora in Olanda. A giugno 2017 vola oltreoceano a Città del Messico dove entusiasma il pubblico in due memorabili serate. «A volte mentre sono sul palco per l’emozione mi capita di non ricordarmi i testi delle mie canzoni. Non è un problema: posso tranquillamente leggerli dal labiale dei fan che mi stanno davanti, di qualsiasi nazionalità essi siano!».

E per il futuro? «Sono più che ottimista: il futuro ha cominciato ad aprirmisi proprio quando ho smesso di pensarci. Quindi avanti così! Io ci sono».

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