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Dopo quasi cinquant’anni L’Osteria Finiletti cambia gestione: meritata pensione per l’anima del locale, Fiorenza Guarnieri

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A Finiletti, la piccola e placida frazione situata a circa un chilometro dal centro abitato di Pumenengo, i cambiamenti avvengono lentamente, ma non senza un filo di nostalgia.
Oggi, dopo quasi mezzo secolo (e due generazioni), l’Osteria Finiletti cambia gestione: infatti, la storica factotum del locale, Fiorenza Guarnieri – a seguito del raggiungimento della meritata pensione – ha deciso di lasciare l’attività in mano a una famiglia con ragazzi giovani che sembra intenzionata a portare avanti la tradizione di questo locale.

L’osteria nacque nella prima metà del 1900 con l’intento di dare ristoro ai braccianti che settimanalmente – ad ogni giorno di paga – bivaccavano e bevevano parecchio vino all’ombra dei fichi antistanti alla fattoria che, da lì in poi, comincerà a servirgli vino rigorosamente in scodella, come si faceva una volta. Più avanti, la svolta. «Era la Pasqua del 1970 quando i miei genitori, Maria Donati e Franco Guarnieri, hanno iniziato a gestire l’osteria – racconta Fiorenza –. All’inizio c’era una stanza in cui si vendeva vino alla mescita e un piccolo alimentari, portato avanti fino al 1987».

Tante le generazioni che hanno appoggiato i gomiti sul bancone del bar e altrettanti sono stati i cambiamenti avvenuti nel corso di 49 anni di onorato servizio. «Una volta, quando si poteva fumare all’interno dei locali, dentro all’osteria sembrava ci fosse la nebbia per il tanto fumo di sigaretta – ricorda l’oste –. Indietro negli anni c’erano grandi compagnie che si fermavano a bere e a cantare fino a tarda notte. È stato un bel viaggio, con tante difficoltà, ma che mi ha lasciato tanti bei ricordi, incontri ed esperienze».

Durante gli anni, l’osteria è diventata un punto di ritrovo molto importante per gli abitanti di Finiletti: è sede di associazioni del territorio, è l’unica tabaccheria (e ricevitoria) della frazione e tanti sono i clienti affezionati che sono cresciuti con la cucina casereccia di Fiorenza, le cui specialità sono gli immancabili casoncelli, il salame nostrano e la cacciagione; pietanze strettamente legate alla cultura agricola e contadina che qui è ancora molto ben radicata. Anche se tra gli elementi chiave del successo di questa realtà c’è stata di certo la componente umana. «Questo non è un posto di passaggio: chi viene si ferma e ti racconta sempre qualcosa della sua vita. I clienti quindi non sono solo clienti, ma anche dei veri e propri amici».

Domenica 14 aprile c’è stata una sentita e partecipata festa organizzata da Fiorenza per salutare e ringraziare tutti i clienti, anzi, tutti gli amici. «Quella dell’Osteria Finiletti è stata una bella scommessa che nel tempo è andata molto bene – ricorda non senza emozione Fiorenza –. Tanti sono stati i sacrifici, ma tante anche le soddisfazioni. Ora però è arrivato il momento di lasciare: non è facile però è giusto così, sono molto soddisfatta della strada fatta in questi anni».

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