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Roberto Marini, da Credaro ai mondiali di Ironman alle Hawaii: «Il mio sogno è partecipare a una gara con i miei figli»

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Classe 1977 di Credaro, di professione dentista, è uno pochissimi italiani che il 12 ottobre parteciperanno ai Mondiali di Ironman delle Hawaii, a Kona: il traguardo più ambito per chi fa questo sport. Per chi non lo sapesse, l’Ironman è la versione dura del triathlon e unisce 3,9 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bici e 42 chilometri di corsa: in pratica la disciplina più faticosa al mondo. «Sarà la mia seconda volta alla kermesse iridata. È una grande soddisfazione che mi ripaga di tanti sacrifici», ha esordito il triatleta parlando del traguardo raggiunto.

La qualificazione è arrivata grazie al risultato ottenuto all’Ironman di Cervia lo scorso 22 settembre, dove si è qualificato 25esimo assoluto e secondo di categoria M1 (la classe per gli atleti dai 40 ai 44 anni di età, Ndr). Merito di tanto impegno, passione, costanza e dedizione. «Mi alleno tutti i giorni. Mi alzo alle cinque e mezza, faccio yoga, colazione e poi un’ora con i rulli o con il tapis roulant. Lavoro in studio e in pausa pranzo riprendo ad allenarmi: corsa o bici per due o tre ore, poi di nuovo in studio; cena, leggo un po’ ai bambini e poi vado a letto. La domenica faccio il lungo: quattro ore di allenamento, nuoto, bici o corsa». Insomma, nella sua vita di triatleta non ci sono pause, a meno di influenze. Nemmeno in occasione di feste e ricorrenze.

«È importante anche avere un bravo preparatore e una famiglia che ti sostiene: i miei due bambini e la mia compagna Claudia, che è un’ex agonista di nuoto, sono i miei primi tifosi: Claudia mi segue sempre». Marini è anche portacolori e capitano dell’Olimpic Triathlon di Villongo, ed è preparato da Alberto Schivardi per la parte di bici e corsa e da Alberto Alari per la parte del nuoto.

La passione per questa disciplina è nata nel 2014: prima si dedicava al pugilato. «Ero arrivato alla categoria olimpionica e avevo buone possibilità di passare nei professionisti, poi hanno iniziato a farmi male le mani e ho dovuto scegliere tra il ring e il lavoro di dentista. Così sono passato al triathlon. Delle tre discipline preferisco il nuoto, ma è la corsa il mio punto forte». Per i mondiali di Kona l’obiettivo è chiudere sotto le 9 ore e 54 minuti, che è il tempo ottenuto alle Hawaii nel 2017. «Molto dipenderà dalle condizioni meteo: in certi tratti il vento è fortissimo, poi c’è il caldo dell’asfalto. Questa volta comunque conosco il percorso e non avrò difficoltà a calcolare le miglia invece dei chilometri».

In attesa dell’appuntamento alle Hawaii, il super atleta del Sebino sarà impegnato in diverse gare: dopo la Sarnico-Lovere Run del 28 aprile, a inizio giugno parteciperà ai Campionati italiani di Lovere e poi al mezzo Ironman di Danzica in Polonia.
Qual è la rinuncia che gli pesa di più? A sorpresa risponde: «Mi mancano i dolci: devo fare grande attenzione all’alimentazione e seguire una dieta equilibrata». In quanto al sogno nel cassetto non ha dubbi: «Riuscire a partecipare a una gara con uno dei miei figli».

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