La Madonna della Rotonda: santuario secentesco del «miracolo»

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Percorrendo l’antica strada Calciana – che attraversa da nord a sud il territorio che era sottoposto alla giurisdizione della pieve di San Vittore di Calcio – il primo monumento che si incontra varcando i confini di Pumenengo è il suo bellissimo santuario, costruito alla fine del XVI secolo in seguito ad un evento miracoloso: si tratta del santuario della Madonna della Rotonda.

La Madonna della Rotonda Pumenengo

Narrano le cronache che il 24 maggio 1585 la Madonna apparve al sordomuto Francesco Zamboni, il quale – una volta riacquistati l’uso della parola e dell’udito – corse dal conte Francesco Barbò, feudatario del paese, affinché venisse eretta sul luogo dell’apparizione una cappella. Tre anni dopo, grazie alle sovvenzioni del conte e del cugino Antonio Secco Suardo Comneno, signore di Calcio, il cantiere del santuario partì e addirittura si racconta che il progetto fosse stato realizzato dall’importante architetto di origine comasca Pellegrino Tibaldi: presente a Milano durante l’attività apostolica di San Carlo Borromeo e attestato nella diocesi di Cremona già dieci anni prima, quando progettò il santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio.

La Madonna della Rotonda Pumenengo

Le prime notizie documentarie relative a questo edificio, tanto caro ai pumenenghesi, sono molto più tarde rispetto all’effettiva costruzione del tempio, perché datate alla fine del Seicento; certo è che anche i feudatari Barbò, consignori della Calciana, dotarono la chiesa con molte suppellettili e arredi andati persi nel corso degli anni. Allora i Barbò – insieme ai Secco a Calcio e ai marchesi Pallavicino di Busseto a Torre Pallavicina – reggevano già dal Trecento il territorio della Calciana, godendo di molte autonomie e vantaggi economici. Questo cosiddetto Condominio era nato quando Beatrice Regina della Scala – signora di Milano e proprietaria di questo territorio – aveva deciso di smembrarlo e di venderlo ad alcuni nobili locali. Pumenengo venne acquistata dai conti Barbò, famiglia soncinese di lontane origini bavaresi, che rimase feudataria del paese fino al 1797 e che qui conservò delle proprietà fino agli anni Ottanta del Novecento.

Il santuario di Pumenengo, unico nella zona, possiede una pianta circolare e il corpo di fabbrica è composto da tre volumi a forma cilindrica degradanti verso l’alto. La cupola è affrescata con Storie della Vergine e questo ciclo è stato realizzato da pittori di scuola cremonese del primo Seicento. Mentre intorno all’aula unica corre un deambulatorio in cui sono collocate delle grandi tele che raccontano la Passione di Cristo e che attualmente sono oggetto di studio da parte degli storici dell’arte.
Proprio l’altare maggiore è decorato da stucchi barocchi e conserva l’opera L’apparizione della Vergine a Francesco Zamboni, realizzata negli anni Trenta del Novecento dal pittore bergamasco Umberto Marigliani: racconto pittorico del miracolo che portò alla nascita di questo piccolo gioiello da riscoprire.

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