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La poetica di Jona si intreccia al suo borgo: sempre vivo il legame tra l’eclettico artista e la sua Soncino

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Ci sono luoghi in cui l’arte si sente un po’ a casa. Uno di questi è certamente Soncino, che da secoli ospita artisti e dona ispirazione a cantori di ogni genere. Due tra i più celebri sono frate Ambrogino da Tormoli – mastro vetraio che ha decorato anche la locale chiesa di San Giacomo – e il giovane Piero Manzoni, dalla poetica provocatoria e dissacrante. Nato a Soncino il 13 luglio 1933 e morto, purtroppo, nemmeno trent’anni più tardi.

Il borgo medievale cremonese ancora oggi però sforna talenti, spesso coinvolti anche nella Biennale d’Arte che riempie a ritmo regolare gli ambienti della Rocca, le sale della vecchia Filanda Meroni e le vie limitrofe. Uno di questi talenti è Aldo Gallina in arte Jona, classe 1969 e personalità che definire poliedrica è dir poco: basta una scorsa al suo curriculum – o al suo sito personale www.jona.tv – per vedere che i suoi interessi spaziano dalla lirica alla poesia, dalla pittura allo sport.

Aldo Gallina Jona Soncino
Aldo ‘Jona’ Gallina

Spaziano anche le sue mostre, in realtà. Quelle dei primi anni Duemila si snodavano tra Romano di Lombardia, Soncino, Crema – in questa città nel 2015 ha letto le sue poesie alla presentazione di un libro di Liliana Cosi – Bergamo, Brescia. Poi il decollo: Milano, Pavia, Mantova, Verona, Firenze, Roma. Infine, Parigi, Strasburgo, Palma di Maiorca. Il legame con Soncino, però, non si è mai spezzato.

Infatti, al rapporto profondo con il territorio, Jona fa corrispondere un interesse vivo per il sociale: «Tendenzialmente vi prendo spunto – ha ammesso Gallina – anche se non mi impongo mai tematiche fisse. Ho realizzato sculture che rappresentassero la lotta alla violenza contro le donne, contro l’anoressia, contro il tabagismo e ho intrapreso un percorso speciale realizzando opere pensate per i non vedenti, utilizzando il linguaggio Braille».

Se Manzoni negli anni Trenta scriveva di aver sempre considerato «la pittura una questione di impegno morale», allora Aldo Gallina è indubbiamente un interprete di questa poetica. Come se fosse il territorio a dettarla, l’atmosfera che qui si respira. Aria di Soncino uguale fiato d’artista, forse?

Aldo Gallina Jona Soncino

«Sono molto legato al mio paese – ha detto Jona – e al territorio circostante: posso dire che il castello, le mura, il fiume, la campagna della valle dell’Oglio mi hanno aiutato a far emergere questo mio lato artistico e poetico». A Soncino, nel Museo della Stampa, Jona ha dato alla luce alcune delle sue opere con macchine tipografiche d’epoca. Sempre qui, Aldo Gallina continua a organizzare eventi e mostre. «In veste di direttore artistico, in collaborazione con Caterina Guttadauro La Brasca, sono già al lavoro per preparare la seconda edizione del Concorso letterario internazionale Città di Soncino, che si terrà il 21, 22 e 23 giugno tra la Filanda Meroni e la Rocca», ha detto. Perché qui a Soncino continua a presentare ancora oggi, in anteprima, molte delle sue fatiche: da vero amante della sua terra.

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