Ismail e il sogno di diventare arbitro di calcio

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Ismail Keci è arrivato in Italia con la famiglia nel 2003: all’epoca aveva solo 10 anni, ma da quel momento, con tanta passione e determinazione, il giovane albanese si sta impegnando per realizzare i suoi sogni, tra cui quello di diventare un arbitro di calcio a livello nazionale.

Nato e cresciuto a Shijak – piccola ma conosciuta cittadina alle porte di Durazzo – Ismail fin da piccolo ha giocato a calcetto con gli amici, per strada o in mezzo ai campi. «Non c’erano dei veri e propri campi da calcio – spiega il 26enne – quindi ci arrangiavamo a giocare dove capitava, ma ci divertivamo un sacco». Una volta arrivato a Palazzolo, ha frequentato la elementari alle scuole di Mura e – dopo essersi scontrato con gli inevitabili problemi linguistici – si è rimesso velocemente in pari con gli altri alunni. «All’inizio non sapevo una parola di italiano, ma ero bravissimo in matematica – sorride – Devo ringraziare le maestre e i compagni che mi hanno sempre aiutato quando ne avevo bisogno».

Nel frattempo, con lo stesso impegno si dà da fare anche per coltivare la sua passione per il calcio: milita nelle fila della Valcalepio fino alla categoria Juniores. «Mi è sempre piaciuto il gioco di squadra – racconta il giovane arbitro – Credo che il calcio e lo sport in generale possano essere molto importanti per l’integrazione degli stranieri in Italia. Sfortunatamente sono sempre stato l’unico non italiano in squadra, ma mi sarebbe piaciuto conoscere e giocare con gente proveniente da altri Paesi».

Dal 2012 l’instancabile albanese – che oggi studia Economia all’Università di Brescia e lavora come operaio in una ditta della Franciacorta – ha iniziato la sua esperienza di arbitro iscrivendosi a un corso triennale della sezione AIA di Chiari, di cui tutt’ora fa parte come guardalinee regionale. «Nel 2017 sono diventato arbitro regionale nel campionato di Prima categoria e dalla scorsa stagione sono passato a fare l’assistente nel campionato regionale di Promozione: il mio obiettivo è quello di diventare un assistente a livello nazionale in Serie D».
Una passione, quella dell’arbitro, che lo ha aiutato molto anche in ambito personale: «Ti insegna a prendere decisioni in maniera autonoma e in poco tempo, e questo nella vita quotidiana è molto importante: bisogna sapersi arrangiare e andare sempre avanti, anche quando si sbaglia. Chi fa l’arbitro o il guardalinee, in queste categorie lo fa soprattutto per passione e sicuramente non per fare i soldi, perchè ci sono partite in cui rischi di prenderti 90 minuti di insulti senza motivo per 40 euro di rimborso spese».

Due anni fa Ismail – dopo 10 anni di residenza – ha ottenuto la cittadinanza italiana, che per lui è un grande motivo d’orgoglio. Da neo-italiano ha voluto dare il proprio contributo attivo alla comunità palazzolese: infatti, nel 2017 il giovane arbitro è stato il primo cittadino di origine albanese a candidarsi nelle liste elettorali delle votazioni amministrative per il Comune di Palazzolo sull’Oglio. Un’esperienza che lo ha lasciato profondamente soddisfatto.
Non a caso, Ismail ama molto Palazzolo e suoi abitanti. Giustamente, però, ogni tanto non disdegna di tornare nella sua Albania: per le vacanze estive e per visitare parenti e amici d’infanzia. «Qui mi trovo molto bene, non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Arbitrando in giro per la Lombardia ogni domenica vedo una città diversa e credo che Palazzolo sia uno dei Comuni in cui si viva meglio. Anche in Albania, che è molto cambiata negli ultimi anni sia dal punto di vista politico che sociale, ci sono posti stupendi che consiglio a tutti di visitare, sia sul mare che nell’entroterra». Insomma, un giovane dal cuore grande, nel quale  le due identità si sono fuse in grande equilibrio, da vero arbitro anche di se stesso.

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