Il filo di Arianna: la ricerca di noi stessi tra le parole

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Il primo libro di Arianna Bettoni di Paratico, pubblicato da Temperino Rosso

«Non mi ero nemmeno accorta che stessi mettendo nero su bianco un libro, credevo di scrivere ancora il mio diario; sono partita da una dedica e mi sono ritrovata a raccontare di Emma, che lavorava in un bar. Mi sono detta: cosa sto facendo? Ma da lì non sono più riuscita a fermare la fantasia».

Arianna Bettoni oggi è una diciannovenne di Paratico, fa la massaggiatrice estetista e si definisce «determinata, solare e felice», ma non è sempre stata così; di anni ne aveva alcuni di meno quando, nel 2015, ha cominciato a scrivere e poi dato alle stampe il suo romanzo Alla ricerca di noi stessi, che per lei rappresenta ancora oggi un vero e proprio punto di svolta. «Ho iniziato a scrivere in un periodo in cui avevo problemi di salute ed avevo appena rotto con il mio ragazzo dell’epoca, che non a caso si chiama come il protagonista. Scrivere mi ha aiutato ad uscire da questo periodo buio, e per me il libro è tutto».

Un romanzo il cui titolo ed il contenuto sono rimasti segreti per tutti fino alla data della pubblicazione e che, attraverso le sue pagine, racconta le vicende di due ragazzi, Paolo ed Emma, che ritrovano loro stessi, intimamente e personalmente. Viene quindi naturale chiedersi quanto ci sia di Arianna nella protagonista femminile: «Emma è me, ma non del tutto: abbiamo età differenti e io non ho mai lavorato in un locale e non ho perso i genitori. Però, al contempo,  nel libro emerge il rapporto stupendo che ho con Mirko, mio fratello».

Il libro – pubblicato dalla casa editrice bresciana Temperino Rosso e presentato anche al Book Street Festival di Bovezzo – rappresenta il particolare percorso personale ed intimo della scrittrice, fatto da 116 pagine «tutte corrette personalmente – precisa l’autrice – e considerando che io ho sempre sofferto di dislessia, posso dire che è stato impegnativo e gratificante. E che mi ha fatto cambiare il modo in cui vedo il rapporto con le persone».

Alla Ricerca di Noi Stessi, il primo libro di Arianna Bettoni

Anche adesso, comunque, l’abitudine di scrivere continua a far parte della vita di Arianna: «È la mia valvola di sfogo: è il modo migliore che ho per liberarmi e alleggerirmi. Capita che scriva trenta pagine e poi non scriva più per una settimana. E cerco di usare questo strumento per far stare meglio le persone, anche nelle piccole cose: mi piace cercare belle parole da mettere su biglietti di auguri o per fare delle dediche».

Viene quindi naturale, anche vista la giovane età, chiedersi quali siano i prossimi progetti letterari di Arianna o se non sia per caso in programma un seguito del romanzo. «Assolutamente no, non voglio che la storia abbia un seguito. Al momento sto lavorando a delle dediche generiche, che potrebbero finire in un libro: è un lavoro lungo, voglio scegliere bene le parole, fare in modo che colpiscano il lettore e lo aiutino a ritrovarsi in quei pensieri».

La sua speranza è di ritrovarle in un libro che magari, come il precedente, avrà la lettera iniziale di ogni capitolo in evidenza. «Perché – sorride Arianna – è l’inizio che fa la differenza».

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