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La Valle dell’Oglio al microscopio: famiglie, economia, popoli, i dati 2018

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Tempo di numeri nella valle dell’Oglio. Comincia l’anno nuovo, e quale occasione migliore per fare un viaggio tra le statistiche dei Comuni che sorgono sulle sponde del fiume.
Leggendo con attenzione i dati pubblicati da Istat, Ministero dell’Interno e Annuario Statistico si colgono informazioni del nostro territorio che spesso restano sepolte in qualche armadio, ma che se spolverate sono in grado di rivelare aspetti fondamentali, curiosi e imprevisti di questa terra. Dal Comune più a ovest della Provincia di Brescia, Pontoglio, e quello più a sud della provincia di Bergamo, Torre Pallavicina, non vi resta che seguirci in questo viaggio tra percentuali e statistiche: vi assicuriamo che non resterete delusi.

FAMIGLIE
Proprio Pontoglio vanta il primato di Comune con più coniugati: il 50,2% della popolazione totale. E il fiume sembra essere di buon auspicio per le coppie: Rudiano è il paese con meno divorziati in assoluto della provincia di Brescia (1,5% della popolazione), mentre Palosco lo è per quella di Bergamo (1,3%). Tutto il contrario invece per Sarnico, che ha il primato di Comune più litigioso: primo per divorzi, più del doppio di quelli di Rudiano e Calcio (3,2%). Ma si sa: lì più del fiume, a metter zizzania è l’aria del lago

DEMOGRAFIA
Sempre in tema d’amore, sulla sponda bergamasca abbiamo il paese con il più alto tasso di natalità dell’Oglio, Calcio: undici nati ogni mille abitanti. Strano sapere che proprio a pochi passi invece si trova il paese dove arrivano meno cicogne: Pumenengo, con solo cinque nati ogni mille abitanti.
Curiosi in questo senso anche i dati relativi ad Urago, per anni uno dei paesi con la più alta percentuale di immigrati, ma che ha subito nel corso degli ultimi anni un calo importante: si è passati dal 19% della popolazione totale al 16%. In relazione anche questo dato fa riflettere il rapporto del paese tra natalità e mortalità: il saldo di Urago è uno dei più preoccupanti, visto che ogni anno il bel paese della bassa perde circa 17 abitanti.

POPOLI
Restando in tema di immigrazioni, ci spostiamo verso la parte più meridionale del nostro fiume: Soncino ha la comunità indiana più popolosa della Valle. Infatti, con più di 380 cittadini provenienti dall’India, il paese cremonese è diventato uno dei punti di riferimento per i lavoratori della penisola indiana: la ragione sicuramente va ricercata nel rapporto tra terra ed economia.
Sempre in tema di grandi comunità, bisogna segnalare che a Orzinuovi abita la più grande comunità kosovara (530 persone), mentre a Chiari gli albanesi hanno addirittura numeri simili a quelli di alcuni dei paesi più piccoli del fiume (1400 persone). Sono invece di tre continenti differenti le comunità più importanti di Palazzolo: più di 400 senegalesi, 60 cinesi e 200 tra russi e ucraini. Un interessante melting pot per quella che per anni è stata considerata la Piccola Manchester.

ECONOMIA
Partiamo proprio dall’industriosa Palazzolo per analizzare l’economia del nostro fiume. Con circa 290 milioni di euro dichiarati nell’ultimo anno, la città bresciana è in assoluto quella che ha il prodotto interno lordo più alto. Segue a ruota Chiari, con 260 milioni: staccata di quasi oltre 100 milioni di euro, Orzinuovi, poi tutte le altre. Ovviamente il dato è legato anche ai numeri: Palazzolo e Chiari sono le due cittadine più grandi del nostro territorio.
Entrando più nel merito, però, ci si accorge che il paese più ricco – con il reddito procapite più alto – è Castelli Calepio: quasi 15mila euro per persona. Il più povero in assoluto è Rudiano, 10mila euro per cittadino, seguito a poche centinaia di euro da Urago (sponda bresciana), Torre Pallavicina e Pumenengo (sponda bergamasca).
Dato curioso quello di Roccafranca, che fa registrare la più bassa percentuale di dichiarazioni dei redditi: solo il 60% dei cittadini ha un’entrata mensile. Il dato forse va letto anche alla luce di un altro primato del paese: Roccafranca è il paese più giovane dell’Oglio. La media è di 39 anni: quattro anni in meno di quella di tutto il resto dei nostri territori sul fiume, che si attesta attorno ai 43 anni.
In generale, però, si può dire che l’economia è in crescita: infatti, i dati dei Comuni concordano nell’attestare una brusca decrescita attorno al 2008 (l’anno nero dell’economia), per poi tornare lentamente a crescere fino ad oggi.

PER OGNI NUMERO, UNA STORIA
Ognuno di questi dati vuol dire qualcosa. Infatti, se si sorpassa la neutralità del numero, si può trovare il destino, gli sforzi, le fatiche, le gioie e i dolori della gente del fiume. Una storia grande, alla quale prendono parte migliaia di persone ogni giorno. Gente che nasce, che si sposa, si sposta, lavora. In questi dati c’è il passato, il presente ed il futuro del nostre territorio.
Mentre un nuovo anno comincia e nuove storie faranno il loro corso, vi auguriamo di contribuire nel migliore dei modi ai numeri di questo 2019, mentre noi continueremo a raccontare la Valle dell’Oglio e i suoi mutamenti. Ricordando il vecchio adagio: non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume.

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