L’assedio alla Rocca di Soncino tra storia medievale e folklore

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Ci si immagini un castello sotto assedio: soldati accampati, lance appuntite, fiaccole accese e canti di battaglia. La mente andrebbe immediatamente verso l’immaginario militare del Medioevo, lontano nel tempo. Eppure per rivederlo basterebbe seguire il fiume Oglio oggi, fino alle lente anse di Soncino. Infatti, nella splendida Rocca (dal 6 al 7 ottobre), si è svolta una delle rievocazioni storiche più suggestive e accurate d’Italia: qui più di duecento rievocatori hanno dato vita alla XVI edizione dell’Assedio alla Rocca, organizzata ogni tre anni dall’associazione Castrum Soncini.

Un evento unico in Italia, nato per ricostruire filologicamente una delle azioni più audaci e cruente della storia militare europea. E quale scenario migliore se non la splendida Rocca, con i suoi merli, le sue feritoie e il suo lungo fossato. Così, per due giorni Soncino è stato il palcoscenico perfetto per una delle rievocazioni di Living History più affascinanti d’Europa. Si è partiti sabato mattina, con l’apertura ufficiale della manifestazione: mentre gli assalitori preparavano il loro accampamento al di là del fossato, nella corte della rocca i Signori allestivano le loro difese, mentre la Rocca si è popolata di cortigiani, combattenti e ovviamente turisti, arrivati in paese da tutto lo Stivale in migliaia per prendere parte alle rivisitazione. Tantissime le attrazioni che hanno preso vita sul campo di battaglia: magia, giocoleria, ricostruzioni perfette di armi e vestiti del tempo. Ma si è aspettato il tramonto per dare inizio al momento più atteso. Lì, al suono dei corni, l’esercito si è messo in marcia: i centinaia di soldati abbarbicati sotto le possenti mura della Rocca hanno cominciato a assediare il Castello al ritmo dei tamburini. Fuoco, scintille e azioni spettacolari, fino a quando la Rocca non è stata finalmente presa. Il grande incendio controllato ha suggellato una giornata indimenticabile.

L’Assedio alla Rocca, organizzato dall’associazione Castrum Soncini, ha lasciato tutti senza fiato. Uno spettacolo ancora più gradito quando si pensa alla cura e alla precisione storica con la quale è stato messo in scena. Infatti, scopo ultimo di questa incredibile manifestazione è quello di studiare filologicamente le abitudini, gli usi e i costumi del Medioevo, cercando poi di farli rivivere ponendo massima attenzione ai dettagli.

Un fine settimana superbo: dodici visite guidate, sei spettacoli di giullari, tre spettacoli di musici e danzatrici, oltre al truccabimbi e ai laboratori didattici della tessitura e dello scriptorium. Senza dimenticare le ambientazioni e ricostruzioni storiche all’interno della Rocca, ai combattimenti e agli accampamenti militari, fino appunto allo spettacolo del sabato sera con l’incendio finale. A conclusione perfetta del tutto, anche un motivo di vanto particolare, dichiarato dagli organizzatori alla fine di questa grande manifestazione: «Grazie al ricavato dei biglietti d’ingresso abbiamo potuto realizzare tutto questo senza contributi pubblici o privati».

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