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Un capriolese alla conquista del Gavia: il ciclista recordman Alberto Pozzi

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L’immagine della vittoria, prima di tutto su se stessi. È quella di un ciclista che pedala a braccia alzate in cima al Passo Gavia: si tratta del capriolese Alberto Pozzi, che sta festeggiando il magnifico record mondiale conquistato pedalata dopo pedalata. Infatti, tra il 29 e il 30 giugno scorso, il cicloamatore 53enne è riuscito a scalare per ben 11 volte la salita del Gavia partendo da Ponte di Legno, là dove il Narcanello e il Frigidolfo confluiscono per dar vita al fiume Oglio.

Proprio il gorgoglìo delle acque del Frigidolfo, che costeggia in parte la salita, ha accompagnato le ascese di Pozzi nel corso delle 23 ore e 27 minuti in cui ha completato la sua titanica impresa mondiale, durante la quale ha percorso ben 380 chilometri, 15mila metri di dislivello positivo, bruciato circa 13mila calorie e perso 4 chili di peso. Per portare a termine questa avventura lo scalatore bresciano si è allenato duramente sulle strade di casa: Vigolo, San Fermo e Polaveno le sue salite preferite.

«Lavoro come operaio in un’azienda della Val Calepio e facendo i turni riesco a rubare ore al riposo per allenarmi al meglio». Del resto Pozzi, originario di Palazzolo, ha iniziato a fare attività sportiva fin da quando frequentava la scuola media Fermi sotto la guida del professor Ferrari, che lo ha subito indirizzato sul mezzofondo. «Successivamente ho corso con la Polisportiva Capriolese e poi con la Iveco Brescia – precisa l’atleta -. Ero già quindi ben predisposto alle lunghe distanze».

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Il cicloamatore bresciano – che da circa 20 anni corre per il Team Bike Gussago – non è, però, l’unico ad aver combattuto per questo ambìto record sul Gavia. «Ci sono altri due fortissimi atleti che cercano di portarsi a casa il primato – spiega Pozzi – Uno è l’israeliano Erez Zarum e l’altra è la professionista ucraina Elena Novikova. Due anni fa, seppur andando in affaticamento mentale, ero riuscito a completare 10 salite, ma nel 2018 Elena è riuscita a fare meglio di me, quindi mi sono detto che dovevo per forza arrivare a 11». E così è stato, ma non senza difficoltà.

«Il momento più difficile è stato alla 16esima ora, quando la stanchezza ha iniziato a farsi sentire per davvero – confessa il cicloamatore -. Ma il sostegno dei miei compagni di squadra, degli amici e dei tanti tifosi lungo la strada mi ha dato tanta forza e mi ha aiutato a continuare a testa bassa». Con la presenza anche di un supporter d’eccezione. Infatti, a pedalare insieme a Pozzi, oltre ai compagni di squadra, c’era anche un gregario straordinario, ovvero il campione del mondo e vincitore del Giro d’Italia Francesco Moser. «È stata una grande emozione fare la sesta salita pedalando fianco a fianco con lui – confessa il ciclista capriolese -. Come un vero amico mi ha supportato e dato parecchi consigli utili».

Ora la concentrazione del cicloamatore bresciano è tutta rivolta alla sua prossima scommessa: competere in quella che si ritiene sia la gara ciclistica più antica del mondo, ovvero la Parigi-Brest-Parigi. Una pazzia lunga 1200 chilometri da concludere in meno di 96 ore. Buona fortuna Alberto!

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