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Dai Territori

Giorgio Perlasca nel giardino dei giusti

Andrea Clerici

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All’inizio degli anni Sessanta, lo Stato di Israele ha voluto che sorgesse la Commissione dei Giusti: una commissione con il compito di assegnare il titolo di Giusto tra le Nazioni a chi, non ebreo, avesse salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista.

La Commissione, presieduta per lungo tempo dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20.000 giusti. Tra questi vi è l’italiano Giorgio Perlasca.

Perlasca (Como, 31 gennaio 1910 – Padova, 15 agosto 1992), pur entusiasta fascista della prima ora, non accettò l’alleanza con la Germania, né tanto meno le leggi razziali e – decidendo di non aderire alla Repubblica Sociale Italiana – scappò in Ungheria per non essere trovato dai nazisti.

A Budapest, nel 1944, Giorgio Perlasca si finse sostituto dell’Ambasciatore spagnolo (il quale lo aveva precedentemente ospitato) e con il rischio di esporsi al pubblico e di essere quindi scoperto dai nazisti, riuscì a salvare ben 5218 ebrei ungheresi dalla deportazione cui erano destinati, consentendo loro di rifugiarsi in segrete “case protette” lungo il Danubio fino all’arrivo dell’Armata Rossa che ha liberato la città dai nazisti.

Tornato in Italia, Perlasca non raccontò a nessuno di quanto fatto, finché negli anni Ottanta alcune ebree ungheresi si misero alla ricerca del diplomatico spagnolo che le aveva salvate anni prima. Fu così la storia divenne di dominio pubblico.

Giorgio Perlasca si è quindi giustamente guadagnato una nuova stele nel Giardino dei Giusti di Orzinuovi (nel Parco Alcide De Gasperi), inaugurata il 27 gennaio.

Il Giardino, inaugurato invece il 6 marzo 2015 – per la Giornata europea in memoria dei Giusti – e voluto dall’associazione orceana Filosofi lungo l’Oglio, in collaborazione con Gariwo, Comune di Orzinuovi e Museo della Stampa di Soncino, si è ora arricchito di una nuova storia, che merita di essere raccontata e ricordata. Una storia che ricorda, parafrasando Deaglio, come «la banalità del Bene» non debba essere ignorata, ma piuttosto imitata.

Nato a Cremona 21 anni fa, attualmente risiede a Soresina. Dopo il Liceo Scientifico ha deciso di studiare Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano. Inoltre lavora come educatore presso una scuola paritaria.
Tra le sue passioni figurano i viaggi, la musica e la letteratura.

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