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Emanuele: da Sarnico a Los Angeles come graphic designer

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Il grande sogno della maggior parte di coloro che si occupano di graphic design è quello di andare a lavorare nella creativa e fiorente California. Il giovane sarnicense Emanuele Ricci, dopo anni di studi e di esperienze professionali, è riuscito a tramutare questo suo sogno in realtà. Infatti, nel gennaio del 2018 il 25enne bergamasco ha salutato gli amici e la famiglia sulle sponde del Sebino per andare alla scoperta dei migliori studi grafici sulle soleggiate coste dell’Oceano Pacifico statunitense.

Ma come è riuscito Emanuele ad andare a lavorare a Los Angeles per uno degli studi grafici più influenti al mondo? «Pochi giorno dopo la laurea in Graphic Design all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia – spiega il giovane – mi sono trasferito a Londra per lavorare in uno studio. La mia intenzione era quella di fermarmi per qualche mese, ma alla fine, conquistato dalla città, sono rimasto per due anni. Ho appreso molto durante quel periodo, collaborando con diversi brand locali e artisti internazionali. Londra è una città con infinite possibilità, le ispirazioni sono ovunque ed è possibile creare connessioni in ogni ambito». Per Emanuele, Londra è stata quindi una bella palestra formativa, una sorta di apripista per la sua futura esperienza in California. «Quando ero in Inghilterra – racconta – seguivo a distanza alcuni studi americani, tra cui Blind, uno dei miei preferiti, situato a Los Angeles. Lo studio si occupa principalmente di video musicali, design di identità di marca e spot pubblicitari per il mercato americano. Mi decisi a mandare il curriculum all’azienda e nel giro di qualche mese ricevetti una mail che mi chiedeva di presentarmi in California il giorno seguente per un colloquio. Pensai a come teletrasportarmi a Los Angeles, ma poi bastò un colloquio in Skype, che andò a buon fine. Nel giro di pochissimo ero pronto a partire».

Come è stato l’impatto una volta sbarcato negli States? «Ho trovato una realtà molto dinamica e stimolante: le industrie creative sono colonna portante dell’economia americana. La maggior parte delle persone che ho incontrato lavora infatti in ambito creativo e artistico. Per me era la prima volta in America ed era il luogo dove sognavo di lavorare. Sono stato accolto bene dai colleghi, che amano l’Italia e con cui ho condiviso belle esperienze e ottimi lavori di team. Ho creato rapporti bellissimi che spero di mantenere anche a distanza».

Del resto, il giovane designer racconta di aver sempre avuto le idee chiare fin da piccolo, e di non aver mai avuto dubbi su quale fosse la strada giusta da percorrere. «Ho sempre avuto la passione per il disegno: fin da quando frequentavo le scuole elementari e medie a Sarnico mi divertivo a disegnare e questa mia inclinazione mi ha portato poi a fare il liceo artistico a Bergamo. Non ho mai avuto dubbi sul percorso che avrei fatto. Sono sempre stato attratto dalle grafiche dei poster, dalle insegne e dai loro dettagli. Ciò che mi ha sempre ispirato è vedere il design come mezzo di comunicazione efficace e piacevole per chi osserva».

Nel corso di questi mesi Emanuele ha avuto anche la possibilità di viaggiare, vedendo così con i propri occhi città come Las Vegas, San Diego, San Francisco e anche New York, ma lui non si dice ancora soddisfatto di quello che sta facendo. «Il mio obiettivo – ribadisce con sicurezza – è quello di continuare ad imparare, esplorare realtà diverse ed in futuro, tornare in Italia: il Paese che amo di più».

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