Palosco: la scuola civica di pianoforte spegne 15 candeline

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«Non so quando è cominciata la mia passione, ma so che la mia vita è sempre stata accompagnata dalla musica. Fin da piccolo non uscivo senza le mie armoniche e conoscevo a memoria tutte le copertine dei dischi». Esordisce così il Maestro Giampaolo Botti, classe 1960, diplomato nel 1983 al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia e fondatore nel 2003, insieme alla compagna Elisabetta Martinelli, della Scuola Civica di Pianoforte di Palosco, di cui quest’anno ricorre il 15esimo anniversario ufficiale.

I corsi, però, sono partiti molto prima. «Il primo lo abbiamo avviato nel 1993, ma era già qualche anno che io insegnavo come esterno nelle scuole e avevo in testa questa idea della scuola. I primi iscritti erano quattro ». Che però ogni anno sono raddoppiati. «Siamo arrivati a settanta iscritti e questo ha creato qualche problema burocratico. Si è quindi deciso di istituzionalizzare la cosa, creando l’associazione Rubinstein, ora Study Art Pianoforte e la Scuola Civica».

Da allora si sono tenute ben 21 edizioni della rassegna Suoni e Armonie, distribuita su due fine settimana solitamente a maggio, con serate dedicate ai saggi dei corsi, ai concerti con i ragazzi dei corsi alti e un evento finale con i migliori strumentisti del Conservatorio di Brescia. Senza contare il legame con la Filarmonica Puccini di Adro. Inoltre, nel 2008 è nato un nuovo format, il concerto di musica classico-leggera, che ripercorre la storia della musica, italiana e non, e che ogni anno segue un tema ben preciso: da Jannacci a Gabriella Ferri, passando per il cabaret berlinese e quello parigino; tutti gli arrangiamenti sono scritti dal Maestro Botti, con l’inserimento recente dei bambini della scuola elementare di Palosco, in un coro aggiunto al concerto.

Del resto, sull’importanza del fare musica con i ragazzi è lo stesso Maestro ad esprimersi: «Se da un lato i bambini hanno più possibilità di reperire il materiale musicale grazie alla tecnologia, va anche detto che è meno spontanea la conoscenza di certi filoni, perché i media offrono altro». Ed è ben definita è anche la direzione per il futuro: «La scuola è nata anche dal mio desiderio di insegnare in un contesto meno rigido, dove i giovani suonino liberamente, ascoltandosi e crescendo musicalmente insieme. Adesso il sogno è portare i più piccoli al livello di quelli più grandi, sia sul piano concertistico, sia di passione. Se quando ci ritireremo tutto questo proseguirà anche senza di noi vorrà dire che avremo fatto un buon lavoro».

Visto l’importante anniversario, un bilancio di questi (primi) quindici anni è d’obbligo. «Riporto la frase che mi dice sempre il mio accordatore, Giulio Passadori di Brescia: “Prima venivo solo per te. Da quando ci siete voi non c’è una via di Palosco che non abbia un pianoforte”». Insomma, un bilancio da standing ovation.

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