Andrea, quando l’amore per la scrittura vince la dislessia

1.141K

Come trasformare un problema quasi insormontabile in uno straordinario punto di forza. È questo ciò che insegna la storia di Andrea Manenti, 22enne di Palazzolo: studente, artista, scrittore e insegnante di scrittura creativa.

Detto così potrebbe sembrare un semplice ragazzo molto in gamba. In realtà, Mane ha dovuto faticare molto più degli altri per arrivare a questo punto: quando era alle elementari gli è stato diagnosticato per la prima volta un DSA, ovvero un disturbo specifico dell’apprendimento. Ma col tempo – e con numerose battaglie con se stesso e il giudizio degli altri – ha saputo trarre il massimo dalla sua esperienza. Ora ha all’attivo due libri pubblicati e una miriade di progetti artistici (anche collettivi) che puntano a promuovere la cultura sotto ogni profilo tra le nuove generazioni.

«Già alle elementari hanno certificato che avevo disturbi dell’apprendimento: dislessia, discalculia e disgrafia – ha spiegato Andrea -. Sono stati anni difficili: avevo degli aiuti, come la possibilità di scrivere e fare calcoli al computer, ma non nascondo che l’infanzia e l’adolescenza siano state difficili sia per la formazione, sia per il rapporto con gli altri. Tutto è cambiato quando sono andato all’Einaudi di Chiari, indirizzo geometra, dove sono stato supportato dalla professoressa Sabrina Corsini: una persona fantastica che mi ha fatto comprendere che potevo fare molto di più di ciò di cui mi avevano convinto in precedenza».

A questo punto è cominciata la sua formazione: prima in cultura generale, poi in letteratura. Andrea si è cimentato a scrivere seriamente. All’università si è iscritto ad Architettura al Politecnico, ma all’inizio di quest’anno ha deciso di seguire le sue reali inclinazioni e di cominciare Lettere moderne alla Statale di Milano.

«Ho seguito la mia passione, ma ho fatto tesoro di tutto ciò che ho imparato in precedenza – ha continuato Andrea, il cui nome d’arte è M.A.N. (Nobody) -. Nel settembre 2017 ho pubblicato in self-publishing il mio primo romanzo, Il dubbio di essere umano: una sorta di flusso di coscienza che attraversa nascita, crescita e morte; a cui è seguito quest’anno Un uomo sulla luna, che però ho ritirato per rimaneggiarlo».

Andrea, però, in questi anni ha anche studiato i meccanismi della narrazione e ha condensato le sue teorie in una precisa schematizzazione che aiuta a scrivere. Di recente ha cominciato a tenere anche mini-corsi per le scuole superiori, dove gli studenti sono sempre più interessati e gli scrivono spesso in privato per trovare aiuto e conforto. «Il messaggio principale è che tutti possiamo scrivere un libro se sappiamo come farlo – ha concluso il giovane -. Ma prima viene la progettazione, poi la creatività. La seconda senza la prima porta allo sfogo, che può essere utile, ma non a fini narrativi. Tra i miei modelli il più influente è quello di Haruki Murakami, ma cerco di rifarmi anche a molti filosofi».

Ora, tra i numerosi progetti in fase di divenire c’è anche quello di ri-scrivere a più mani (in ottica collaborativa) il suo primo romanzo, che nel frattempo sta diventando sia un fumetto, sia un progetto teatrale e anche un cortometraggio. Insomma, Nobody (Nessuno, Ndr) ha deciso di non avere limiti.

Leggi anche:

Articoli simili

Il portamento elegante, unitamente alla sicurezza di chi ha familiarità con il foyer del Covent Gar

Jester Society, palazzolo sull'oglio

La band palazzolese ha in parte girato il video della canzone anche al Rockers Pub Si sono uniti

Si è rivelata un successo di pubblico e di critica la mostra personale dell’artista palazzolese G

Rispondi