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Palazzolo Digital Festival suona la settima e incontra il nostro futuro

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Immaginare il futuro delle tecnologie e quali influenze avranno sulla nostra vita quotidiana. Afferiscono a questo ambito le risposte che si è tentato di dare durante la settima edizione del Palazzolo Digital Festival, organizzato negli ultimi due fine settimana di ottobre da PDH e Fondazione Galignani.

Nell’auditorium della scuola primaria di Mura sono intervenuti numerosi relatori, tutti esperti di uno o più ambiti dell’hi-tech. In particolare, durante il primo weekend il salotto coordinato dal direttore del festival Alberto Vezzoli ha visto gli intensi contributi di Vincenzo Manzoni che ha introdotto in maniera divulgativa l’intelligenza artificiale e come questa stia cambiando il nostro mondo quotidiano, e Giorgio Ghisalberti, intervenuto sull’analisi dei dati per il marketing digitale.

Una giornata è stata dedicata al cibo con ospiti come Anna Patrizia Ucci di Slow Food, messa in contrapposizione con Valentina Lanza del Gruppo Fini: entrambe hanno parlato della qualità nei prodotti alimentari sia locali, sia industriali (sì, non è impossibile!). Mentre Gualtiero Ricci Curbastro, dell’omonima azienda vitivinicola, ha coinvolto il pubblico con i nuovi orizzonti delle certificazioni: non si parla solo di qualità del prodotto (già garantito dalla rete del Franciacorta), ma anche di certificazione della storia aziendale e del suo rapporto col territorio, tema poi sviluppato da Marco Crotta di Blockchain, che si occupa proprio di questo.

Mattatori della rassegna sono stati anche i gemelli palazzolesi Gualtiero e Roberto Carraro, impegnati a spiegare l’impatto delle tecnologie digitali in diversi ambiti dalla formazione all’edilizia, dalla medicina all’entertainment. E i giovani di oggi? In sostanza sfruttano pochissimo le reali opportunità offerte dalle moderne tecnologie: per questo servirebbe un’opportuna formazione già tra i giovanissimi.

A questo proposito si sono dedicati i discorsi del secondo fine settimana di festival: tra servizi per l’apprendimento e scrittura dinamica (Dianora Bardi e Stefano Vietti), cervelli in fuga (Alessia Camera) e analisi del nuovo tribalismo digitale (Mario Bini di Deloitte). L’ultima giornata, dedicata al lavoro senza vincoli di spazio e tempo (Alessandro Mininno di Gummy) e alla comunicazione politica attuale (Fabrizio Martire).

La giornata si è poi conclusa con un laboratorio sul legame tra lavoro e territorio con Gian Paolo Ghilardi di Tattile, il quale ha parlato di occupazione embedded-oriented agli studenti delle scuole superiori e introdotto le possibilità di scuola-lavoro che già sono praticabili.

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