Ivan Pedroni, il paloschese vicepresidente del Parco Oglio Nord

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Una giovinezza passata tra studi e attività civiche e politiche, un presente fatto di tanto impegno per la comunità della Valle dell’Oglio e una professione come termotecnico.

Ivan Pedroni, paloschese classe 1985, è vicepresidente e delegato alla Promozione culturale dell’ente Parco Oglio Nord. È lui, insieme al consiglio direttivo, la mente di molte delle iniziative prese dall’Ente sovracomunale che tutela e favorisce la zona del nostro fiume. Eletto come rappresentante della Provincia di Bergamo sei anni fa, Pedroni è un giovane con una notevole esperienza e una intensa passione per il nostro territorio. Lo abbiamo incontrato per fare il punto sulla situazione attuale della promozione e della difesa del fiume Oglio, delle sue tradizioni e del suo straordinario ecosistema.

«All’insediamento dell’attuale consiglio dell’ente, sei anni fa, abbiamo constatato che l’operato di chi ci aveva preceduto era buono e che avremmo dovuto continuare su quella linea – ha spiegato Pedroni – La tutela delle aree boschive, la promozione del nostro fiume e delle zone circostanti mediante attività mirate e diversificate sono state tra le principali azioni che abbiamo mantenuto con un buon risultato.

Quanto ai nostri più ambiziosi obiettivi di inizio mandato, quello principale è stato raggiunto: si tratta del completamento della pista ciclabile che attraversa tutti i paesi sull’Oglio e che costeggia il fiume: costata circa 1,5 milioni di euro (buona parte dei quali sono arrivati da Brebemi), la Green Way dell’Oglio parte da Ponte di Legno e arriva fino a foce Po».

Di recente, inoltre, ha riaperto i battenti il nuovo ristorante accanto alla sede di Torre Pallavicina (presso il Molino di Basso che è stato affidato a uno chef bresciano che ha avviato una gestione familiare e che in cucina farà in modo di proporre principalmente piatti realizzati con i prodotti tipici della Valle dell’Oglio. Pertanto, ingredienti freschi e a chilometro zero che il Parco da alcuni anni ha iniziato a promuovere grazie all’introduzione di un marchio speciale che ne attesta la provenienza dai nostri territori.

La medesima gestione, come confermato dal Ivan Pedroni, darà un nuovo inizio anche al limitrofo ostello che è stato chiuso per alcuni mesi per consentire lo svolgimento di alcuni lavori di ristrutturazione e adeguamento. Il termine di questi interventi è previsto tra poche settimane. Questa struttura ricettiva si trova anch’essa presso il Molino di Basso di Torre Pallavicina.

Un altro obiettivo era quello di promuovere le colture sul territorio. «Circa due anni fa è stata inaugurata una tartufaia che valorizzerà un prodotto, il tartufo nero, che necessita di grandi cure e che sarà disponibile almeno tra un paio di anni – ha continuato Pedroni – Inoltre, un altro obiettivo parzialmente raggiunto è stato quello della realizzazione di una foresta fluviale lungo l’Oglio: per questo abbiamo creato un vivaio in collaborazione con una scuola orceana dalla quale i proprietari delle zone del Parco possono acquistare bulbi e piante per ripopolare la flora fluviale a prezzo di costo».

Ma al netto delle tante positività vi sono naturalmente dei problemi che spesso non dipendono direttamente dal Parco Oglio Nord. «Una delle criticità più note è che le nostre attività (come le biciclettate, le passeggiate sensoriali nella natura o le esperienze a cavallo), pur con risposte molto positive, sono partecipate soprattutto dagli abitanti della zona tra Orzinuovi e Soncino – ha concluso il paloschese – perché sono due tra i tre comuni che ospitano le sedi dell’ente. Un obiettivo per il futuro sarà certamente quello di coinvolgere maggiormente la zona più a nord, quella che va da Sarnico a Palosco, che è anche la più popolosa».

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