Gino Muratori e i 40 anni della libreria che sa d’antico

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Entrare nel suo negozio non è solo un’occasione per acquistare un prodotto come tanti altri: è un’esperienza intensa, quasi ascetica. E lui, Luigi Muratori, per tutti semplicemente Gino, si è impegnato in ben 40 anni di professione a mantenere questa atmosfera attraverso la quale una libreria diventa un luogo magico dal sapore unico, un vero fiore all’occhiello per tutta la zona.

Gino, capriolese classe 1953, è un personaggio eclettico e poliedrico, molto noto sia a Capriolo, sia nei paesi limitrofi, da cui arriva quasi la totalità dei suoi clienti. Chi lo conosce sa bene che è un po’… all’antica. Non di certo per quanto riguarda la sua mente, sempre attiva e in viaggio, bensì per le modalità con cui gestisce il suo esercizio commerciale. Nella sua libreria non esiste neppure il computer: gli ordini vengono fatti ancora al telefono, mentre le prenotazioni sono scritte su carta. Un problema? Per Gino, che da febbraio è ufficialmente in pensione, è invece un valore aggiunto.

«In molti mi chiedono come ho fatto, con una libreria, a non risentire dell’influenza dei centri commerciali, o della concorrenza del web – ha commentato Gino -. La ragione è semplice: la qualità. Per tutta la vita ho investito tempo e risorse per diffondere cultura e conoscenza nella popolazione. Quando ho aperto, nel 1978, erano anni di vitalità e fermento, specialmente politico e sociale. Io stesso avevo militato in politica, tant’è che grazie a quei contatti con moltissimi coetanei, che nel frattempo si erano messi a lavorare per case editrici, ho aperto la libreria con cartoleria. Per i primi dodici anni era in centro, in via Calepio, ma nel 1990 mi sono spostato in via Bremola, approfittando di uno spazio molto più grande con parcheggio. Non c’era nulla, qui, allora».

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Essere «all’antica», però, nel suo caso significa essere «sul pezzo», perché da Gino si trova veramente qualsiasi cosa e lo stesso titolare non disdegna di consigliare qualche lettura. E, per un lettore accanito, non c’è emozione più inebriante di camminare tra gli scaffali e i libri impilati nelle corsie, respirare l’aria della cultura, annusare i profumi della carta, che sia stampata ieri o trent’anni fa.

«I grandi lettori, non me ne vogliano, sono persone malate – ha spiegato il librario con un pizzico di ironia -. Del resto, la storia dell’arte e della letteratura ci insegna che non è individuabile il confine tra follia e razionalità. Il lettore accanito è come un pazzo, ma nessuno se ne accorge, perché è attrezzato, ha gli strumenti per passare dalla follia alla razionalità in un batter d’occhio: è il miracolo della conoscenza. Per questo non bisogna mai esserne sazi».

Un bilancio della sua vita? Gino non ha dubbi. «Sono stato e sono felice – ha concluso – Augurerei a chiunque di vivere la mia vita. Una cosa, del resto, devo riconoscermela: ho sbagliato tantissimo durante la mia vita. Ma a me piace fare errori da solo, perché è solo così che si impara a prendersi le proprie responsabilità. È lo stesso meccanismo della conoscenza: è così importante perché più sappiamo e più abbiamo gli anticorpi per affrontare il presente e il futuro».

Ma Gino del tutto solo non lo è mai stato, perché in tutti questi anni sua moglie è stata anch’essa un pilastro dell’attività, sempre al suo fianco nella gestione quotidiana di questo negozio che ha conservato tutto il fascino degli albori.

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