Da Capriolo all’Antica Grecia per rivivere l’esperienza delle polis

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«Cantami o Diva…» no stavolta niente poemi. Ma un’esperienza epica comunque. Circa 30 ragazzi dai 18 ai 28 anni, me compreso, provenienti da Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Croazia, Lituana, Lettonia. Zaino in spalle e fame di avventura, ecco i requisiti per il progetto Symposium, in Grecia, supportato da fondi Erasmus plus: un’esperienza di LARP (Live Action Role-Play, gioco di ruolo dal vivo) dal 2 all’11 maggio. Merito anche del sito Scambieuropei e dell’Associazione Vagamondo, organizzatore italiano di questo particolare scambio. La mia curiosità qualche clic e un paio di telefonate hanno fatto il resto.

Partenza da Orio e destinazione Atene nel pomeriggio in compagnia di Giulia globetrotter torinese. Il primo impatto da Erasmus, dopo l’atterraggio, è con Tomas un musicoterapista ceco, anch’egli in cerca della metro. Scendo a Syntagma Square, la piazza principale, per incontrare il resto della compagine italica. Così, inserito in un terzetto made in sud (Daniele da Napoli, Serena da Avellino e Martina da Lecce) ci dirigiamo verso il check point per la notte, ovvero un centro scout nella periferia. Ad accoglierci armato di tagliaerba il nostro referente locale Panagiotis che ci illustra il programma di domani: un viaggio in bus di circa un paio d’ore nelle sperdute campagne di Argo.

In mattinata, un gruppetto di organizzatori lèttoni ci guida verso una collinetta nel luogo in cui si compirà il nostro destino: Ελπιδοχώρι, Hopeland. Una terra di speranza nata dalla buona volontà della psicologa Erato, proprio come la Musa della poesia. Anni di investimenti e sacrifici per noi, gente che non ha ancora deciso se piantare radici o perdersi nel mondo.

Nei prossimi dieci giorni riporteremo in vita i fasti della civiltà greca. Suddivisi in 4 tendopoli-antiche città e devoti alle divinità olimpiche, che per l’occasione avranno le fattezze nordiche dei nostri organizzatori. Più quelle mediterranee di Panagiotis, alias padre Zeus.

Mi hanno assegnato a Corinto e il mio santo patrono d’ora in avanti sarà Dioniso. Anche se è difficile fare il dio dell’ebbrezza in un camping vegetariano e senza alcol. Difficile pure farci un simposio, ma sono dettagli che non intaccano il nostro spirito. Ogni giorno presenta nuove sfide e attività cooperative: la primissima edizione dei giochi olimpici (tanto si sa che alla fine vince Sparta e infatti è così).

Le discussioni e meditazioni nell’agorà, all’ombra di una quercia secolare. Pregare nell’area sacra e organizzarsi in vari lavoretti, dall’assistere l’amorevole «sciura» Anastasia in cucina alla pulizia dei bagni, per guadagnare (finto) denaro e pagarsi cibo e doccia. Curioso notare l’elevato numero di evasori e abusivi nel settore igienico. Tra cui il sottoscritto, da Capriolo.

Tutto tranquillo, finché una notte Atene viene conquistata dall’impero persiano. Urge un’alleanza politica e militare delle città greche, altrimenti sarà la catastrofe. Nuove prove e enigmi dunque, alla ricerca di armi leggendarie e della giusta collocazione sul campo di battaglia.

A distanza di un paio di settimane, ricordo che abbiamo vinto. In quel momento, ero un artigliere «stanziato» a Maratona. Ricordo la musica e il furore delle danze notturne, dal sirtaki alla disco anni 90. Ricordo le risate dei momenti spensierati e i silenzi dei momenti più profondi, che mi hanno liberato dai fantasmi per immergermi nel qui e ora. Eppure, proprio ora, non posso fare a meno di avvertire quell’ancestrale sensazione greca di νόστος, ritorno, e άλγος, dolore: nostalgia, di un angolo naturale che, in dieci giorni, ha significato casa per tutti noi.

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