Da Capriolo all’Antica Grecia per rivivere l’esperienza delle polis

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«Cantami o Diva»? No stavolta niente poemi, ma un’esperienza epica comunque. Dal 2 all’11 maggio – grazie all’associazione Vagamondo – circa trenta ragazzi tra i 18 ai 28 anni, provenienti da Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Croazia, Lituania e Lettonia si sono lanciati nel progetto Symposium, in Grecia: un’esperienza di LARP (Live Action Role- Play), ovvero un mix unico tra scambio culturale giovanile e gioco di ruolo, con tanto di camping e sfide al cospetto degli antichi Dei dell’Olimpo.

Tra gli italiani, in rappresentanza di Capriolo, c’era anche il sottoscritto. Con zaino in spalle e fame di avventura, i partecipanti – partiti con destinazione Atene – hanno affrontato sfide di ogni tipo: prima tra tutti, il viaggio in bus di circa un paio d’ore nelle sperdute campagne di Argo. Guidati da un gruppo di organizzatori lèttoni, l’evento ha preso vita nei pressi di una collinetta nel luogo in cui si sarebbe «compiuto il nostro destino»: Ελπιδοχώρι, Hopeland, ovvero Terra di Speranza. Una realtà nata appositamente con investimenti e sacrifici per chi desidera vivere questo genere di avventura: un’esperienza unica, pensata per chi non ha ancora deciso se piantare radici, o perdersi nel mondo.

Scopo dell’iniziativa (durata dieci giorni): riportare in vita i fasti dell’antica civiltà greca. Suddivisi in quattro tendopoli polis ovvero Città-Stato devote a una particolare divinità olimpica (a me è stato assegnato il connubio Corinto/Dioniso) – ogni giorno i partecipanti hanno affrontato nuove sfide e attività cooperative come i Giochi Olimpici, le discussioni e meditazioni nell’agorà (all’ombra di una quercia secolare), le preghiere nell’area sacra, fino a cose di tutti i giorni, come l’organizzazione di vari lavori quotidiani, per guadagnare il (finto) denaro per pagarsi cibo e doccia. Curioso notare l’elevato numero di evasori e abusivi nel settore igienico. Sottoscritto incluso. Insomma, una tranquilla vita da antica Grecia, fino a quando una notte Atene è stata conquistata dall’impero persiano. Ecco allora l’alleanza politico-militare delle Città- Stato greche per scongiurare la catastrofe: con tanto di nuove prove ed enigmi alla ricerca di armi leggendarie, e della giusta collocazione sul campo di battaglia. Una guerra epica con me artigliere a Maratona.

Si è trattato di un’entusiasmante esperienza internazionale, che ha unito la leggerezza del gioco e la profondità dello scambio culturale, ma anche la voglia di avventura e di mettersi alla prova. E che lascia, oggi come migliaia di anni fa, quell’ancestrale sensazione greca di νόστος, ritorno, e άλγος, dolore: ovvero la nostalgia, di musica, sirtaki, risate e momenti profondi vissuti un angolo unico del mondo, che per dieci giorni ha significato casa per tutti noi.

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