Eliseo Provezza e il sogno londinese

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In un suo celebre saggio, il filosofo e biologo francese Jacques Monod parlava di «caso e necessità». E sono stati proprio il caso e la necessità a spingere Eliseo Provezza, ragazzo orceano classe 1996, ad emigrare a Londra tre anni fa per inseguire il suo sogno: diventare un musicista.

Come ogni favola, anche quella di Eliseo comincia con un «C’era una volta»: c’era una volta un bambino molto curioso che trovò, frugando in un armadio, una chitarra classica. Fu così che iniziò, come per una folgorazione, l’ardente passione per la musica.

Ecco, quindi, il caso, a cui sono seguiti i primi corsi di chitarra e poi un corso di canto a Orzinuovi. È stata la sintesi di questi due elementi, voce e chitarra, a far fiorire la passione per il songwriting (il cantautorato, Ndr) e per Ed Sheeran, che è diventato il suo idolo e modello.

Un passione forse non del tutto improvvisata: tutti i suoi fratelli e sorelle sono passati (in modo più, o meno importante) dal mondo della musica e la mamma cullava Eliseo bambino tra le sue braccia con musica classica come sottofondo.

Da qui in poi, ecco poi la necessità, che ha preso definitivamente forma nell’esodo verso Londra: il 3 marzo 2015 Eliseo ha intrapreso il percorso verso il suo progetto personale in quella che egli definisce «una giungla di cemento». La decisione è stata sia istintiva, sia studiata. «I mesi precedenti alla partenza – afferma Eliseo – era come se fossi sospeso su una linea a metà tra il dolce far niente di una routine che non dava libertà di espressione e la convinzione di voler fare qualcosa».

Tra la perplessità di genitori e fratelli, Eliseo è partito per la capitale del Regno Unito, provvisto solo di vestiti e di una prenotazione per un mese di un letto in camerata da 18 posti al Publove Hostel, costruito sopra un pub chiamato Green Man Pub.

«La sera, senza una chitarra, ma solo con un tuner, ho prenotato una slot ad un open mic (serata a microfono aperto, Ndr): mi sono fatto prestare la chitarra da un ragazzo che a sua volta era lì per la sua slot. Alla fine della performance mi sono accorto che era molto difficile il fattore confidence sullo stage: avevo bisogno di prendere dimestichezza con la lingua, soprattutto sotto pressione. L’aspetto che mi ha affascinato parecchio degli open mic è la possibilità di incontrare artisti di qualsiasi livello: la varietà che una serata così offre è una sorpresa».

Perché il sogno di Eliseo potesse diventare reale, è stato necessario perfezionare la lingua e mantenersi lavorando come cameriere in un ristorante messicano: e nel frattempo continuare a suonare.

È stato così, suonando in vari eventi presso i più disparati pub, che oggi Eliseo è riuscito a conquistarsi un piccolo, ma robusto gruppo di fan che lo seguono durante le sue trasferte londinesi. Da tutto ciò è nato il singolo Rise Above che parla «delle relazioni che l’uomo crea con le sue insicurezze e con il mondo circostante, ma anche della sua capacità e volontà di volerle affrontare».

Viene spontaneo chiedersi se Eliseo non si sia mai trovato di fronte a un ripensamento. La risposta è puntuale: «Il mio obiettivo è di comporre prodotti musicali di pura espressione, di crescere nella musica e di avere la possibilità di fare questo per il resto della mia vita.

Non ho avuto mai un ripensamento riguardo alle mie scelte, neppur per un secondo. Penso che quando l’uomo non segue quello che vuole veramente si intrappola, si ammala. La magia ha luogo solo se si segue il proprio obiettivo».

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